Sei giorni senza uno smartphone tra le mani. Sei giorni riempiti dai colori del mare, da tuffi, dalle corse sulla sabbia, dalle risate tra giochi e voglia genuina di stare insieme guardandosi negli occhi
Nello scenario della colonia Cenacolo, alla Marina di Arborea, si è svolto il Campo scuola del Centro Educativo Diffuso della Caritas diocesana di Ales-Terralba. Non solo una vacanza estiva per i ragazzi di Sardara, ma un autentico cammino sulle orme di San Francesco per riscoprire la bellezza delle relazioni.
Con il tema “Made in Assisi” si svolte tante attività: ogni giornata ha visto un tessuto diverso fare al centro di laboratori e momenti di condivisione. Il cotone, il lino, la juta, la lana, il jeans sono stati protagonisti di giochi e preziosi momenti di riflessione.
Nelle giornate ricche di fraternità e vita condivisa non sono mancati i momenti di festa: serate a tema, musica improvvisata, la semplicità di un gelato condiviso e le visite affettuose del direttore don Marco Statzu e di altri sacerdoti come don Stefano Mallocci e don Mattia Porcu. Si è dato spazio al racconto della vita di San Francesco d’Assisi, con l’equipe che ha coinvolto i ragazzi in una grande avventura da vivere e da ricordare. Un’esperienza unica resa possibile dalla presenza costante delle educatrici, dell’animatore Matteo nelle vesti del Poverello di Assisi, della bagnina Marianna, delle suore e del personale del Cenacolo, accanto alla piccola Irene, mascotte del gruppo.
La sesta e ultima giornata ha riunito le famiglie per la Santa Messa celebrata da don Marco Statzu, seguita dal pranzo comunitario. Tra l’emozione di chiudere le valigie, qualche lacrima e molti abbracci, si è conclusa un’esperienza che lascia il segno.
“Il campo scuola si inserisce nel Progetto PEPE Meridiano contro la povertà educativa in cui crediamo profondamente per le opportunità che offre ai ragazzi di Sardara e dell’intera diocesi”, spiega il direttore della Caritas diocesana, don Marco Statzu. “Sono stati sei giorni intensi, vissuti insieme 24 ore su 24. Un’occasione preziosa per aiutare i giovani a maturare maggiore consapevolezza di sé e a condividere un pezzo di strada con i propri coetanei. Il nostro augurio è che da qui possano germogliare nuove iniziative e che ciascuno di loro possa trovare un nuovo respiro per la propria vita”.
Tanti ricordi, dunque, e uno sguardo fiducioso sul domani. Si chiude così un’avventura che è solo sul calendario giunta al termine: per i ragazzi e le comunità coinvolte resta l’inizio di un nuovo patrimonio di valori e di affetti da custodire nella vita di tutti i giorni.
«Quest’anno al Camposcuola abbiamo certamente intessuto relazioni, affrontando sfide educative e generazionali che il nostro lavoro comporta», sottolinea la coordinatrice Chiara Laino. «La bellezza che si rinnova da quattro anni a questa parte è sicuramente connessa alla consapevolezza di regalare ricordi ai minori partecipanti, attraverso momenti di svago, socialità e riflessione fuori dalle mura domestiche».
L’iniziativa, che rappresenta anche un prezioso punto di riferimento e un concreto supporto per tante famiglie del territorio, si inserisce nel più ampio progetto “Pepe Meridiano”, promosso da Caritas Italiana con il sostegno della Cei, della Fondazione Con i Bambini e di UniCredit.







