Pubblicato il Rapporto di Caritas Europa “L’impatto della crisi europea”

Nel corso di una conferenza stampa presso l’Ufficio di Dublino del parlamento Europeo, e in modo simultaneo negli altri paesi coinvolti, il 14 febbraio 2013 Caritas Europa ha presentato il Rapporto L’impatto della crisi europea, che esamina le conseguenze della crisi economica e delle misure di austerità in cinque “paesi deboli” dell’Unione Europea (Italia, Portogallo, Spagna, Grecia e Irlanda).

Copertina Rapporto Caritas Europa
Clicca qui per scaricare integralmente il Rapporto
(in lingua inglese)

Come si legge nel sito di Caritas Italiana, “i risultati del Rapporto dimostrano che le misure di austerità – se non accompagnate da adeguate politiche di sostegno e di sviluppo – rischiano di avere un impatto sempre più negativo sulle vite delle persone povere, e di far cadere molte altre persone per la prima volta in una condizione di povertà. Infatti nell’analizzare la crisi che ha colpito Italia, Portogallo, Spagna, Grecia e Irlanda, Caritas Europa denuncia oggi come «la risposta dei governi stia determinando nei diversi paesi un circolo vizioso: i tagli alle spese operati con l’obiettivo di raggiungere gli obiettivi europei di riduzione del debito pubblico, stanno riducendo il livello dei consumi e determinano costi sociali elevati, legati al mancato accesso ai servizi da parte di una porzione significativa di popolazione, colpita da disoccupazione in aumento».

Il Rapporto, arricchito dal decennale lavoro sul campo delle Caritas nei diversi paesi, è diviso in quattro parti e presenta dati, testimonianze, esperienze e una serie di raccomandazioni rivolte alle istituzioni e a vari attori significativi, a livello nazionale e comunitario.
Il 21 febbraio a Bruxelles, nel corso di un seminario di studio presso il Comitato Economico e Sociale Europeo (CESE), Caritas Europa presenterà inoltre anche il proprio “Shadow Report”, che include una valutazione sui Programmi Nazionali di Riforma 2012 predisposti dai diversi paesi membri (tra cui anche l’Italia)”.

Clicca qui per scaricare la sintesi dei principali dati (in lingua italiana)
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