Prosegue l’impegno di Caritas Italiana a Lampedusa

Nella notte del 3 ottobre il naufragio di una nave in prossimità delle coste di Lampedusa ha causato la tragica morte di 366 migranti, tra cui anche bambini, mentre i sopravvissuti sono stati 155. In loro ricordo domenica 3 novembre si sono svolte a Lampedusa una serie di iniziative promosse dalla Caritas diocesana di Agrigento, dall’Associazione Alternativa Giovani, dal Comune di Lampedusa e Linosa e dalla Parrocchia di San Gerlando.
 

Emergenza sbarchi

Subito dopo il naufragio, Caritas Italiana si era unita alla preghiera e al cordoglio di Papa Francesco, che ha espresso il suo profondo dolore per il drammatico naufragio avvenuto a Lampedusa. «Preghiamo insieme Dio – aveva detto il Papa – per chi ha perso la vita: uomini donne bambini, per i famigliari e per tutti i profughi. Uniamo i nostri sforzi perché non si ripetano simili tragedie. Solo una decisa collaborazione di tutti può aiutare a prevenirle». Anche Caritas Europa ha espresso  vicinanza e ribadisce le necessità e l’urgenza di politiche adeguate a livello europeo (leggi la nota di Caritas Europa).
 

Caritas Italiana è da anni accanto alla popolazione lampedusana nell’accoglienza dei migranti che arrivano sull’isola. Appena due settimana fa è partito un nuovo progetto allestito all’interno della Casa della Fraternità della parrocchia di San Gerlando. Si tratta di uno spazio a Misura di Bambino e Adolescente dove i minori, sia accompagnati che non, saranno seguiti  da un’equipe professionale di Save the Children e dai volontari coordinati dalla Caritas. «E’ il frutto di una comunione e collaborazione tra organismi che rende concreta la grande solidarietà espressa in questa occasione e rende tangibile la carezza del Papa verso i più piccoli», ha dichiarato il direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu  (leggi il comunicato congiunto dell’11-10-2013 e il comunicato dell’Arcidiocesi di Agrigento).

 
Una delegazione di Caritas Italiana, guidata dallo stesso don Sodduha visitato il 7 e l’8 ottobre scorso Lampedusa, per un incontro con l’Arcivescovo di Agrigento, Mons. Francesco Montenegro, gli operatori della Caritas di Agrigento e la Delegazione delle Caritas diocesane della Sicilia, per realizzare una riflessione sui temi dell’immigrazione e per pensare ad un sistema di accoglienza unitario integrato, capace di intervenire nelle emergenze degli sbarchi come nella quotidianità dei flussi migratori. Agli incontri erano presenti oltre a mons. Francesco Montenegro, il cardinale di Palermo S.Em.za Mons. Paolo Romeo,  il direttore della Fondazione Migrantes don Giancarlo Perego, ed il responsabile dell’ufficio immigrazione di Caritas Italiana Oliviero Forti. Sull’sola di Lampedusa era presente negli stessi giorni anche mons. Konrad Krajewski, elemosiniere della Santa Sede, inviato da Papa Francesco per portare la sua vicinanza a seguito della tragedia ed il sostegno ai soccorritori e quanti sono impegnati quotidianamente nelle operazioni di accoglienza. 
Lunedì 7 c’è stata in particolare la visita all’hangar dell’aeroporto di Lampedusa, che raccoglieva le bare dei profughi annegati lo scorso 3 ottobre, e il centro di accoglienza di Contrada Imbriacola. Indignata la reazione di don Francesco Soddu che ha detto: «Non aggiungiamo vergogna a vergogna. La Chiesa Italiana non mancherà di far sentire la sua voce a sostegno e tutela dei fratelli più sfortunati attraverso atti concreti che siano espressione di quella solidarietà che deve guidare la nostra opera».
 
La presenza di Caritas a Lampedusa ha voluto essere garanzia di continuità e vicinanza alla comunità lampedusana e a tutti coloro che a vario titolo arrivano su quest’isola a partire dai migranti. Per questo motivo a breve sarà aperto a Lampedusa un ufficio che vuole diventare punto di riferimento per l’intera popolazione e per le realtà istituzionali e di terzo settore impegnate nell’accoglienza. Si tratterà di un presidio operativo stabile coordinato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes insieme alla diocesi di Agrigento e che consentirà ad una équipe formata da operatori di garantire un servizio di sostegno ai migranti e di supporto volontario alla macchina istituzionale dell’accoglienza.
 
Caritas inoltre si è subito resa disponibile a sostenere i costi di un’accoglienza dignitosa almeno delle donne, dei minori e dei casi più vulnerabili, presso strutture alberghiere dell’isola fino a quando non saranno definitivamente trasferite. Le Caritas diocesane hanno invitato le istituzioni a prendere in seria considerazione la disponibilità delle diocesi italiane ad accogliere i sopravvissuti e tutti coloro che oggi sono bloccati sull’isola di Lampedusa in attesa di un trasferimento e che loro malgrado vivono in condizioni di grave disagio.
 
Sempre durante il viaggio, Caritas Italiana e la Fondazione Migrantes hanno espresso profonda gratitudine alla  popolazione lampedusana che ha dimostrato ancora una volta grande spirito di accoglienza e di fratellanza verso i migranti giunti sull’isola, alle forze dell’ordine per l’indefessa opera di soccorso e a tutti coloro che sull’isola non hanno fatto mancare la loro vicinanza e solidarietà.
A pochi giorni da un’altra strage di migranti, quella di Scicli (Ragusa), Caritas Italiana, insieme a tutte le Caritas diocesane, a partire da quelle più direttamente coinvolte come quella di Agrigento, ha rilanciato il suo impegno sul territorio per l’accoglienza e l’accompagnamento dei profughi. Accanto a questo occorre però la consapevolezza che la questione immigrazione necessita di un approccio legislativo globale, anche a livello europeo.
 
Gli strumenti internazionali per far arrivare in sicurezza i rifugiati sono infatti diversi, ma solo in pochissimi casi vengono utilizzati dagli Stati europei. Si va dal reinsediamento di rifugiati da un paese di primo asilo, alle operazioni di trasferimento umanitario attivate nel contesto di emergenze umanitarie (i cosiddetti corridoi umanitari), all’uso flessibile dei visti e le procedure di ingresso protetto.
 
Già tre mesi fa, in occasione della visita di papa Francesco sull’isola (vai allo speciale), il dramma degli sbarchi era stato denunciato con forza.
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