Prende il via il progetto di accoglienza dei bambini di Fukushima promosso in collaborazione con la Caritas diocesana di Oristano

Dal 27 luglio fino alla fine di agosto 15 bambini provenienti da Fukushima, città giapponese situata nell’isola di Honshū e  duramente colpita dal terremoto e maremoto del marzo del 2011 (a causa dei quali è stata compromessa la locale centrale nucleare), saranno ospitati nella zona di Zuradili, presso Marrubiu (Oristano).

 

bambini giapponesi

Lo scopo del progetto, denominato Rigenerare e fortificare il corpo e la mente dei bambini provenienti da  Fukushima in Italia e promosso dall’associazione di promozione sociale “Orto dei Sogni”, in collaborazione con la Caritas diocesana di Oristano, è quello di aiutare i bambini colpiti dall’incidente nucleare del marzo 2011.

Come si legge nel sommario del progetto, alcuni giapponesi «che vivono in Italia e italiani che amano il Giappone si sono fatti promotori dell’iniziativa [riguardante] l’ospitalità di bambini dell’area di Fukushima per far loro vivere una vacanza che li aiuti a superare i traumi psicologici e migliorare eventuali critiche situazioni di salute». L’associazione “Orto dei Sogni” (Childrens’ education to Nature, Food and Global Growth) ha previsto di ospitare i bambini nel periodo estivo «in un’oasi di pace e di tranquillità nel cuore della Sardegna. I bambini, di età compresa fra i sei e i dodici anni, potranno vivere l’esperienza del contatto con la natura in una zona incontaminata».

«Il disastro originato dall’incidente nucleare a seguito dell’evento naturale [si legge ancora nel documento] ha posto molti interrogativi non solo ai giapponesi ma a tutto il genere umano e ha stimolato in tutti noi domande sui valori della vita. Pensiamo fermamente che l’esperienza che l’Associazione farà vivere a questi bambini servirà loro ad allargare gli orizzonti culturali ed arricchire il loro futuro. Allo stesso tempo potrà rappresentare una speranza al ritorno nelle loro famiglie ed anche alla comunità di Fukushima […]. Soggiornare in un ambiente sano aiuta l’organismo dei bambini a fortificare il loro sistema immunitario preservandoli da altre malattie quali ad esempio le infezioni. E’ stato provato che dopo un soggiorno in Italia, i bambini di Chernobyl avevano ridotto il loro rischio di malattie collaterali».

Lunedì 30 luglio i bambini verranno visitati nella Clinica pediatrica dell’Azienda ospedaliera universitaria di Cagliari, che si occupa di Medicina Nucleare. Il coordinamento delle visite mediche è a cura del professor Mario Piga e della professoressa Anna Maria Nurchi.

 

Clicca qui per maggiori informazioni sul progetto e sull’associazione “Orto dei sogni”.

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