Politiche Sociali

Politiche sociali

Facendo tesoro delle parole di Paolo VI, per la comunità cristiana – e dunque per la Caritas – la politica è la forma più alta della Carità: è il servizio qualificato e sistematico in favore del bene comune, il quale non è la mera sommatoria degli interessi individuali; è il servizio in favore della società, soprattutto di quella parte di comunità che è composta dagli  “ultimi della fila”, dalle persone in stato di disagio. In questo senso possiamo affermare che le politiche, per definizione, sono tutte “sociali”.

Non a caso, lo stesso articolo 1 dello  Statuto della Caritas Italiana indica nell’impegno della testimonianza della carità anche il compito di promuovere la stessa «in forme consone ai tempi e ai bisogni», implicando un’attenzione responsabile nei confronti delle politiche sociali, sia di quelle locali sia di quelle nazionali ed internazionali (a cominciare da quelle europee). Attraverso il servizio offerto dagli Osservatori delle Povertà e delle Risorse è possibile avere uno sgurdo aggiornato e sistematico sulle risposte istituzionali (e non) presenti nei contesti locali. Oltre a ciò, la Caritas non rinuncia a porre in essere una precisa azione di  advocacy in favore delle persone e delle famiglie in condizioni di disagio, denunciando eventuali storture nel sistema di welfare e facendosi promotrice di proposte concrete volte  a favorire il bene comune.

In questa prospettiva, la Delegazione Regionale Caritas della Sardegna in diverse circostanze ha offerto il proprio contributo nell’ambito delle politiche sociali regionali, esprimendo pareri articolati (come in occasione dell’approvazione della legge regionale 23/12/2005 , n. 23 o della definizione delle misure di contrasto delle povertà estreme), nonché fornendo strumenti di ausilio attraverso le proprie azioni di studio e ricerca (segnatamente con il Rapporto regionale su povertà ed esclusione sociale). La Caritas, inoltre, è membro di diversi tavoli di lavoro a livello provinciale (attraverso le Caritas diocesane) e regionale (con referenti incaricati dalla Delegazione) e partecipa ad audizioni (com’è avvenuto di recente al Consiglio Regionale dell’Economia e del Lavoro) e coordinamenti proposti dalle istituzioni ai vari livelli.

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