“La cura inizia con una relazione, e una relazione nasce da un incontro. Per prendersi cura, è fondamentale conoscere”
È da questa convinzione che prende forma “Tessitori di Legami nella comunità ozierese”, l’iniziativa promossa dalla Caritas diocesana di Ozieri, con il patrocinio del Comune di Ozieri, che venerdì 26 giugno alle 18.30, presso la Chiesa di San Francesco, presenterà alla cittadinanza i risultati della ricerca “Diversamente giovani”.
L’indagine, promossa dalla Caritas diocesana di Ozieri e condotta dal Servizio Studi e Ricerche di Caritas Sardegna, ha coinvolto un nutrito gruppo di cittadini over 65 che hanno condiviso esperienze, riflessioni e vissuti personali. Condotta con metodo scientifico che unisce l’analisi statistica alle storie di vita vissuta, la ricerca ha esplorato i bisogni, le aspettative e i desideri delle persone anziane della città. Emerge così la consapevolezza che l’ascolto rappresenta il primo e più autentico gesto di carità. Conoscere le persone, comprenderne le fragilità ma anche le risorse, significa costruire relazioni capaci di generare vicinanza e risposte concrete. L’ascolto, infatti, non è soltanto attenzione ai bisogni, ma una forma profonda di cura che può dare vita a percorsi nuovi e a cambiamenti inattesi.
L’indagine “Diversamente giovani”, curata da Raffaele Callia, propone uno sguardo approfondito sulla terza età, interpretando l’allungamento della vita non come un peso assistenziale, ma come una straordinaria risorsa strategica per la comunità ozierese. La ricerca si configura prima di tutto come un atto d’amore e di ascolto che va ben oltre l’analisi di numeri per raccogliere le storie umane nella loro viva concretezza. Diventa così uno spunto di riflessione per la comunità, invitata a guardare alla terza età non come a un malinconico tramonto, ma come a una stagione benedetta e a un tempo di grazia da custodire.
Prendersi cura della terza età significa riconoscere il ruolo prezioso che gli anziani continuano a svolgere all’interno della società. Essi rappresentano una straordinaria ricchezza umana, custodi di esperienze, tradizioni e saperi che costituiscono la memoria storica della comunità.
La ricerca “Diversamente giovani” vuole mettere al centro non solo i bisogni, ma anche il patrimonio di relazioni, conoscenze e umanità che gli anziani rappresentano. In una società sempre più segnata dalla frammentazione e dalla solitudine, valorizzare la loro presenza significa investire in coesione sociale e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Durante la serata, scopriremo come nasce l’idea di una ricerca sulla condizione degli anziani a Ozieri, conosceremo i principali esiti raccolti nel volume e poi daremo spazio a voci e volti dei protagonisti. La ricerca sarà un punto di partenza per andare oltre: ne parleremo assieme nella tavola rotonda con alcuni ospiti della comunità di Ozieri e, con uno sguardo al futuro, penseremo ai “prossimi passi”, a proposte e obiettivi frutto di una più ampia conoscenza di bisogni e desideri della terza età.
L’iniziativa, vuole coinvolgere l’intera comunità in una sfida condivisa: “tessere” relazioni in una rete di solidarietà capace di accompagnare e sostenere gli over 65 del territorio, valorizzando proprio la dimensione relazionale come strumento fondamentale di benessere e inclusione.
“Tessitori di Legami nella comunità ozierese” vuole così diventare un’occasione per riscoprire il valore della prossimità e costruire una rete di solidarietà che riconosca nelle persone anziane non soltanto destinatari di cura, ma protagonisti attivi, depositari di una memoria preziosa e di un patrimonio umano che appartiene a tutta la comunità.
L’appuntamento è per venerdì 26 giugno alle ore 18.30 presso la Chiesa di San Francesco: la serata sarà condotta da Stefania Pusceddu, responsabile della comunicazione di Caritas Sardegna e avrà come relatore Raffaele Callia. Saranno poi presenti numerosi ospiti per la tavola rotonda. Sarà una serata di confronto e condivisione aperta a tutta la cittadinanza, nel segno dell’ascolto, della cura e della consapevolezza che una comunità cresce e si rafforza quando sa custodire e valorizzare la propria memoria vivente.

