Covid-19. Diocesi di Tempio-Ampurias: l’impegno della Caritas per non lasciare indietro nessuno

Non lasciare indietro nessuno. É con questo spirito che la Caritas diocesana di Tempio-Ampurias sta vivendo questo difficile momento sociale legato all’emergenza di Covid-19. Per rispondere a tutte le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese le due Cittadelle di Olbia e Tempio, su mandato del Vescovo, mons. Sebastiano Sanguinetti assicurano il servizio nel rispetto delle norme di sicurezza previste.

Indossate mascherine e guanti i volontari accolgono decine di persone ogni giorno. L’emergenza ha fatto lievitare i numeri, ma anche crescere la generosità. A Olbia prima di Covid-19 la Cittadella aiutava 298 famiglie, consegnando alimenti a circa 50 persone la settimana, dal mese di marzo, invece sono oltre 300 la settimana le famiglie che chiedono aiuto, con punte di 90 richieste al giorno. Per dare un’idea del disagio, nella settimana di Pasqua sono stati distribuiti cinque mila litri di latte, quattro quintali di patate e altri cinque quintali di mele, oltre a pasta, legumi, carne, pesce, e prodotti per l’igiene personale e della casa. Numeri che sono letteralmente esplosi, e per far fronte ai quali nella settimana pasquale grazie a Caritas e offerenti sono stati necessari quasi 9 mila euro.

Per l’attuale contingenza coronavirus lo scorso 14 marzo, mons. Sanguinetti ha anche nominato don Antonio Tamponi delegato vescovile per il servizio della carità nella Città di Olbia, in stretta collaborazione con il direttore e vicedirettore della Caritas diocesana, i diaconi Domenico Ruzittu e Igino Faraglia. «Il fine – si legge nel decreto – è quello di favore un più organico coinvolgimento dei singoli fedeli e di tutte le realtà istituzionali, economiche e commerciali della città di Olbia nell’attenzione alle fasce più deboli e bisognose della popolazione, in questo momento particolarmente doloroso e urgente». A spiegare come si sta muovendo la Caritas in questo periodo è don Antonio: «La Cittadella su muove con due motori: l’implementazione dell’offerta di cibo ai poveri, che è passato da un certo numero a numeri sproporzionati, poiché chi non aveva un lavoro o non può certificare la sua mancanza non rientra in speciali ammortizzatori. Poi ci si è messi a disposizione per erogare gli aiuti dello Stato attraverso voucher e bonifici per coloro che rientrano nei criteri indicati nel decreto. Purtroppo – prosegue don Tamponi – le necessità sono in aumento e non in diminuzione. Presto bisognerà offrire aiuto psicologico e sostegno spirituale».

E a tal riguardo la cittadella di Olbia si sta anche preparando con la sistemazione degli spazi e la predisposizione di lastre in plexiglass a tutela della salute di volontari e assistiti. Anche a Tempio Pausania l’emergenza Covid-19 ha visto raddoppiare le richieste di aiuto e gli ingressi in emporio che hanno raggiunto punte di 50 persone al giorno.

I volontari hanno inoltre stretto diverse collaborazioni per venire incontro alle numerose esigenze di chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, non solo provenienti dalla città di Tempio, ma anche dai territori limitrofi, innanzitutto con il Comune e con la protezione civile che si è messa a disposizione per le consegne a domicilio. Proseguono poi, i servizi di ascolto telefonico e di supporto attivi da anni come il micro-credito e il lavoro della fondazione Santi Simplicio e Antonio.

Daniela Astara

 

 

 

 

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