Il 2 marzo 2026, dalle 09:00 alle 13:00, si è svolto un incontro davvero inedito, nei locali dell’Auditorium “Fraternità”, tra gli studenti delle Classi Quarte SIA (Sistemi Informatici Aziendali) e AFM (Amministrazione, Finanza e Marketing) dell’Istituto Tecnico Commerciale di Tortolì, alcuni operatori volontari Caritas e la Classe Quinta B Scientifico Sezione Rondine del Liceo di Lanusei.
Il piccolo convegno fa parte di un Progetto di Formazione Scuola Lavoro “Vivere la Carità”, in collaborazione con l’Istituto Tecnico Commerciale e la Caritas Diocesana di Lanusei, realizzato grazie alla lungimiranza delle docenti Paoletta Dessena e Maria Ausilia Melis insieme al Direttore della Caritas Diocesana di Lanusei, avvocato Cristiana Boi. Scuola e mondo del volontariato si incontrano, realizzando un’esperienza di crescita nella condivisione di valori che mettono al centro la persona al servizio degli altri. Ogni uomo può autenticamente realizzarsi solo nella relazione positiva con il prossimo e la gentilezza nei confronti di chi ha bisogno di aiuto dà, a chi la esercita, una possibilità in più di crescita personale e comunitaria. Nell’accogliere gli studenti, i volontari presenti, il Direttore Caritas, l’avvocato Silvia Demuro, Francesco Orrù studente di lettere classico, Mario medico in pensione, Angelo responsabile del servizio mensa, hanno messo in evidenza che la vera libertà consiste nel riconoscere i propri valori e vivere nella collaborazione con gli altri, esercitando una cittadinanza autenticamente attiva, in un’educazione che consenta a ciascuno di tirar fuori da sé quello che realmente si è, senza “gabbie” precostituite, nella libertà, appunto, di essere quel che si sceglie di essere. In Caritas l’incontro con l’altro diventa sempre occasione di crescita personale per un’umanità che cammini in cordata, perché essere soli e lavorare per se stessi
non dà mai né frutto né soddisfazione.
Gli studenti ascoltano attentamente, visitano i locali, toccano con mano come si svolge il “servizio” in Caritas, dalla mensa alla distribuzione degli indumenti, ma soprattutto, incentrato sull’accoglienza fatta di parole, gesti e ascolto, perché in Caritas, prima di tutto, si ascolta chi ha bisogno di parlare, di dare sfogo alle proprie difficoltà e frustrazioni, di sentire di essere empaticamente ascoltati. La vera condivisione non consiste in uno scambio, più o meno reciproco, di “cose”, di “oggetti materiali”, ma nella gratuita donazione e disponibilità ad ascoltare l’altro, con intensità di attenzione e concentrazione.
Durante la mattinata i ragazzi del Liceo di Lanusei, accompagnati dalla professoressa Giovanna Rabissoni e Giuseppina Fadda, presentano l’opuscolo da loro realizzato “Dedicato a Marco”, contenente una sintesi delle loro riflessioni a seguito dei tristi eventi del Carnevale 2025, quando sulla festa prende il sopravvento la violenza che uccide. Ci si interroga sul valore della vita, ma anche sul desiderio, normale nei ragazzi, di divertirsi in modo consapevole e sano, nel rispetto delle norme etiche e civili, nella sempre vigile coscienza delle proprie azioni per evitare che l’allentamento dei freni inibitori durante l’ebbrezza della festa si traduca in azioni che rischiano di diventare irreparabili. Gli studenti donano il loro breve e semplice opuscolo a ciascuno dei partecipanti al Progetto “Vivere la Carità”.
La bella mattinata trascorsa insieme è un esempio “virtuoso” in cui scuola e Caritas, scuola e società civile, si incontrano, e smentisce clamorosamente tutti coloro che pensano ancora alla scuola come un mondo a parte, come un mondo, per così dire, fuori dal mondo. Per quest’incontro è stato prezioso anche il contributo dei volontari Julien e Walter.
fonte Caritas Lanusei



