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Caritas diocesana di Ales-Terralba: “In Caritas come una famiglia”

Aspettando il nuovo rapporto delle Caritas diocesane rileggiamo insieme le storie raccolte nel 2024

Cristina, giovane mamma di tre figli piccoli, vive le sue giornate accumulando fatica e preoccupazioni per i problemi economici e per la mancanza di una rete familiare di sostegno. Nonostante questo, nasconde le lacrime e cerca di sfoggiare ogni giorno il sorriso, facendo del suo meglio per cambiare vita, grazie alla forza che le arriva dai figli. Li cresce da sola, in un piccolo paese della Marmilla, cercando di far bastare il poco che ha: non si concede del tempo per lei, segue i bambini nelle piccole conquiste quotidiane e cerca di ritagliare degli attimi di felicità nella semplicità. Arriva a sera sfinita, con il peso della giornata sulle spalle e con i problemi che nella mente diventano più grandi.

Non è una sognatrice, la vita le ha imposto la ricerca di obiettivi concreti: vorrebbe la dedizione nello studio per i figli, che a lei è mancata, una casa decorosa dove vivere e un lavoro che le restituisca dignità. Da dieci anni stringe i denti privandosi di tutto e i momenti di sconforto non sono mancati. Ogni giorno sembra uguale: una corsa contro il tempo per fare tutto. E il carico genitoriale è solo sulle sue spalle: purtroppo non può contare anche sulla figura paterna per la crescita dei suoi figli. E questa ferita si aggiunge a tante altre. Per tanto tempo ha faticato ad affrontare tutte le spese e tra, tutte le difficoltà, la più grande emergenza è stata quella abitativa. Prima non c’erano abbastanza soldi per pagare un affitto. Per questo ha accettato l’ospitalità della sua famiglia, che le ha garantito un tetto ma non la vita che avrebbe voluto. In 9 persone nella stessa casa piccola, senza spazi sufficienti; la condivisione e la promiscuità hanno creato tensioni che nel tempo si sono acutizzate, rendendo poi impossibile continuare a vivere insieme. Alla sofferenza di una madre per una vita di sacrifici e di rinunce e alla mancanza di serenità per il futuro si è aggiunta, dunque, la mancanza del sostegno familiare. Quel vuoto che le si è creato attorno le ha fatto mancare la terra sotto i piedi.

Dopo tante nubi, però, ad un certo punto il sole timidamente ha ripreso a farsi spazio tra le nuvole. Ha incontrato le volontarie della Caritas del suo paese, che l’hanno subito accolta. L’hanno sostenuta per i bisogni materiali ma hanno curato le ferite del suo cuore, ascoltando le sue sofferenze e standole vicino. “Nel mio passato ho provato a fare tutto da sola e questo mi ha portato a non fidarmi più di nessuno – ammette Cristina – Mi sono rivolta alla Caritas troppo tardi, se lo avessi fatto prima mi sarei risparmiata tanto dolore. Mi sono sentita capita dalle volontarie e ho visto con quanta attenzione e delicatezza si sono prese cura di me. Mi hanno sempre chiesto notizie dei miei figli, non hanno fatto mai mancare piccole coccole, come i biscotti per loro. Non è solo l’aiuto concreto che vedo, ma la comprensione per le situazioni, per le persone. Il sostegno che ricevo non è solo quello di bravi volontari ma è come quello che ti aspetti in famiglia: partecipano alla mia vita”. Cristina sorride quando parla di loro: “Non dimenticherò mai il giorno della Prima Comunione di mia figlia: hanno organizzato un momento di festa per noi. Così non ho vissuto da sola con i miei figli un giorno importante in cui avrei sofferto la solitudine e la mancanza degli affetti familiari”. La Caritas, attraverso il sostegno con i viveri e l’ascolto, offre un accompagnamento costante a Cristina


I centri d’ascolto parrocchiali e interparrocchiali dialogano poi con la Caritas diocesana per cercare di lavorare insieme in rete. Per questo è stata indirizzata allo sportello orientamento, per trovare soluzioni per l’emergenza abitativa. Anche qui Cristina ha trovato operatori che si sono presi a cuore la sua situazione. Hanno cercato alloggio nella loro rete di contatti e cercano per lei un lavoro che possa essere svolto da una madre con tre figli minori. La Caritas l’ha aiutata a compilare domande che le hanno permesso di ottenere sussidi ai quali aveva diritto, ma che da sola non sarebbe stata in grado di presentare. Poi, finalmente, la svolta, con l’assegnazione temporanea di un alloggio e l’arrivo un piccolo lavoretto che le dà indipendenza. “Anche in questo caso i volontari hanno gioito con me, mi hanno aiutata nel trasloco e in questa nuova fase di vita. Non mi bastano le parole per dire grazie – aggiunge Cristina – Sono molto affezionata a loro. Attendo di incontrarle, ma anche di ricevere qualche messaggio e qualche telefonata. Così posso condividere il racconto di un bel momento che ho passato con i miei figli, chiedere un consiglio quando sono confusa o anche amareggiata. Con loro posso sfogarmi e questo poi mi aiuta a essere più serena. È fondamentale il loro sostegno morale: riescono sempre a tranquillizzarmi e a farmi vedere le cose in modo diverso; mi aiutano ad apprezzare ciò che di buono faccio, a volermi bene e ad avere speranza. Cambiano la mia giornata. A volte divento un po’ stressante, ma loro sanno avere pazienza”.

Ora che ha trovato un alloggio temporaneo, Cristina vuole essere previdente e cerca una casa in affitto, incontrando però enormi difficoltà: “È un paradosso! Ora che posso pagare serenamente l’affitto nessuno mi dà fiducia. Ci sono pregiudizi, paura da parte dei proprietari che temono che una donna sola prima o poi non riesca a onorare il debito. Sono preoccupata, ma troverò una sistemazione. Grazie alla Caritas sono in trattativa con un proprietario che sta valutando la mia richiesta. Mi avvicino al raggiungimento di importanti risultati; non i soldi ma un tetto e un lavoro. Sono una mamma sola e anche il lavoro è soddisfazione, gratificazione e distrazione. Ho bisogno di quelle ore di impegno per sentirmi più realizzata e rasserenata. Ovviamente, sono soddisfatta per la piccola indipendenza economica. Piano piano sto cercando di conquistare il mio presente. Per fortuna ora so di poter contare su persone che tengono a me. La Caritas per me è famiglia”.

Stefania Pusceddu

puoi scaricare il rapporto annuale 2024 e il report su povertà ed esclusione sociale 2024

Rapporto_Caritas_Sardegna_2024.cdr

caritassardegna.it/wp-content/uploads/2024/11/XIX_Report_poverta_esclusione_sociale_2024.pdf