Accoglienza, le Caritas sarde pronte a rispondere all’appello di Papa Francesco

Le diocesi sarde pronte a rispondere all’appello di Papa Francesco sull’accoglienza dei profughi. ‘La Chiesa attraverso la Caritas e Migrantes ha sempre sostenuto  e sollecitato percorsi di accompagnamento pastorale – spiega don Marco Lai, delegato regionale Caritas e direttore della Caritas di Cagliari -: e negli ultimi anni anche le diocesi sarde sono impegnate nell’inclusione sociale dei migranti’.

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A Cagliari,  tra accoglienze ‘straordinarie’ e lo SPRAR S. Fulgenzio, la Caritas diocesana, con la Cooperativa Il Sicomoro, è impegnata nell’accoglienza di 230 migranti; e, in seguito agli ultimi sbarchi, lo scorso agosto, ha ospitato oltre 540 profughi eritrei. Inoltre, “stiamo promuovendo percorsi di seconda accoglienza – aggiunge – che potranno essere portati avanti dalle parrocchie, dalle associazioni e dalle famiglie nell’ambito del progetto di Caritas Italiana Rifugiato a casa mia”.

Anche la Caritas di Ozieri, già impegnata nell’accoglienza di 22 profughi, con alla Cooperativa SPES, come ricorda il direttore don Mario Curzu, è pronta a mobilitarsi per le nuove accoglienze. Nella Diocesi di Alghero-Bosa, “la Caritas sta monitorando le disponibilità degli ambienti – spiega il direttore don Giuseppe Curcu -, attraverso la sensibilizzazione delle parrocchie, in linea con il messaggio del Vescovo”. A Sassari, la Caritas “ha avviato un’azione di osservazione per rendersi conto della condizione dei vari centri di accoglienza allestiti nella provincia, con la Prefettura – spiega il direttore don Gaetano Galia – : a questi offriamo assistenza logistica, sanitaria e culturale”. E ora, “inizia una verifica in tutte le parrocchie, per stabilire le disponibilità di strutture; l’attenzione sarà rivolta verso i profughi che decidono di restare nell’Isola”. Anche a Oristano la Caritas collabora con la Prefettura: “Appena arrivano profughi – spiega la direttrice Giovanna Lai  -, siamo coinvolti per dare supporto alle accoglienze, con la distribuzione di vestiario, beni di conforto, etc.”. Ora, “attendiamo le indicazioni di Caritas Italiana e dell’Ufficio Migrantes per comunicarle ai parroci e alle famiglie disposte a ospitare”. A Nuoro la Caritas diocesana, “sta coinvolgendo tutti i santuari della Diocesi”, spiega il direttore don Francesco Mariani.  La Caritas di Iglesias “con l’area immigrazione, sta iniziando a ragionare sulle modalità di accoglienza, e sicuramente faremo la nostra parte”, assicura il direttore Raffaele Callia.

Nella diocesi di Ales – Terralba (dove la Caritas collabora con la Cooperativa Le Sorgenti nell’ l’accoglienza di alcuni profughi) “è stata creata una commissione Caritas – spiega il direttore don Angelo Pittau – che ha preso contatti con i parroci, e stanno arrivando le prime adesioni”. Pronta ad accogliere anche la Diocesi di Tempio-Ampurias. “Non avendo disponibilità di altre strutture – spiega Suor Luigia Leoni, direttrice Caritas – metteremo a disposizione un appartamento; intanto, alcuni parroci hanno dato la loro disponibilità”. E a Lanusei, spiega il direttore don Giorgio Cabras, “durante il convegno ecclesiale la Caritas ha rilanciato l’appello del Papa, proponendosi come coordinatrice dell’accoglienza”.

(A cura di MC Cugusi, pezzo pubblicato su Dialogo, quindicinale d’informazione della Diocesi Alghero – Bosa)

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