Dati e riflessioni sulle povertà e sulle misure di contrasto
Presso la Sala della Fondazione di Sardegna è in corso l’evento “L’Italia delle Povertà – Focus sulla Sardegna”, un incontro dedicato all’analisi dei dati sulla povertà in Sardegna e in Italia e alla discussione delle politiche di contrasto più efficaci. Le ACLI della Sardegna, in collaborazione con IARES (Istituto ACLI per la Ricerca e lo Sviluppo) e l’Alleanza contro la Povertà in Italia,
SARDEGNA: UN QUADRO COMPLESSO TRA CRITICITÀ E RESILIENZA
I dati emersi dalla raccolta curata da IARES su fonti ISTAT ed Eurostat 2024 delineano un quadro socioeconomico regionale critico rispetto alla media nazionale ma in posizione intermedia-alta nel contesto del Mezzogiorno italiano.
Le criticità emergenti:
- Povertà relativa: il 17,3% delle famiglie sarde vive in condizione di povertà relativa (contro il 10,9% nazionale), con il 22,2% dei residenti interessati dal fenomeno
- Vulnerabilità finanziaria estrema: il 59% delle famiglie non riesce a risparmiare (dato più alto d’Italia, +20,9 punti rispetto alla media nazionale) e il 54,3% non può affrontare spese impreviste
- Percezione di disagio economico: il 36,2% delle famiglie dichiara di vivere “con difficoltà” o “grande difficoltà”, quasi il doppio della media italiana (18,2%)
- Reddito medio familiare: 33.343 euro annui nel 2023, con un gap dell’11% rispetto alla media nazionale (37.511 euro)
I segnali positivi rispetto al Mezzogiorno:
- Bassa deprivazione materiale grave: solo il 2,8% della popolazione (sotto la media nazionale del 4,6%), contro Calabria (24,9%) e Puglia (11,5%)
- Alta proprietà abitativa: 87,5% delle famiglie possiede la casa (+5,9 punti rispetto all’81,6% nazionale)
- Eccellenza nell’occupazione dei laureati: 80,9% di tasso occupazionale tra i laureati, il migliore del Mezzogiorno e quasi allineato alla media nazionale (82,2%)
- Rischio povertà/esclusione sociale: 29,6%, nettamente inferiore a Calabria (48,8%), Campania (43,5%) e Sicilia (40,9%)
LA POVERTÀ COME FENOMENO STRUTTURALE
Il rapporto nazionale “L’Italia delle Povertà”, curato dall’Alleanza contro la Povertà in Italia, sottolinea come la povertà non sia più un fenomeno marginale ma una condizione strutturale che richiede politiche stabili e integrate, superando la logica emergenziale.
I dati nazionali:
- Oltre 2,2 milioni di famiglie (8,4%) in povertà assoluta
- 2,8 milioni di famiglie (10,9%) in povertà relativa
- Povertà minorile ai massimi storici: circa 1,3 milioni di minori in povertà assoluta
- Working poor: oltre 1 lavoratore su 10 a rischio povertà, dato superiore alla media europea
Il rapporto evidenzia il fenomeno dei “quasi poveri” (14,2% delle famiglie), sempre in bilico sopra la soglia di indigenza, e denuncia le criticità delle nuove misure di contrasto (Assegno di Inclusione e Supporto per la Formazione e il Lavoro), caratterizzate da selettività categoriale che esclude ampie fasce di poveri “occupabili”, digital divide, e frammentazione dei servizi territoriali.

Introduce:
Mauro Carta – Presidente delle ACLI della Sardegna
Comunicazioni:
- “Le Povertà in Sardegna” – Vania Statzu, Istituto ACLI per la Ricerca e lo Sviluppo (IARES)
- “Le Povertà in Italia” – Remo Siza, Comitato scientifico Alleanza contro le Povertà in Italia
Discutono:
- Don Marco Statzu – Delegato regionale Caritas Sardegna
- Nicola Cabras – CGIL Sardegna
- Andrea Pianu – Forum del Terzo Settore Sardegna
- Laura Pinna – Ordine Assistenti Sociali Sardegna
- Francesca Piras – Direzione Politiche Sociali Regione Sardegna
- Ugo Bressanello – Fondazione Domus de Luna
Coordina:
Antonello Caria – Segretario Welfare e Salute ACLI della Sardegna
Conclusioni:
Antonio Russo – Portavoce Alleanza contro la Povertà in Italia
UN APPUNTAMENTO PER RIFLETTERE E PROPORRE SOLUZIONI
L’evento rappresenta un’occasione unica per approfondire le dinamiche della povertà attraverso dati aggiornati, testimonianze dirette degli operatori del terzo settore e delle istituzioni, per fare il punto anche in Sardegna sul livello di efficacia delle misure di contrasto attive, sia nazionali che regionale e per discutere proposte concrete orientate a:
- Superare la logica categoriale verso l’universalismo selettivo
- Verificare il livello di integrazione dei servizi istituzionali nella logica della promozione dell’autonomia;
- Favorire la costruzione di una coerente infrastruttura sociale potenziando i servizi sociali territoriali e garantendo i livelli essenziali di prestazione uniformi
- Valorizzare il ruolo del Terzo Settore nella co-progettazione dei percorsi di inclusione
- Promuovere politiche integrate che vadano oltre il mero sostegno economico, includendo lavoro di cura, formazione qualificante e capacitazione delle famiglie


