È online sul sito di Caritas Sardegna il primo numero di Cronache di Luce, un nuovo strumento di animazione a cura del coordinamento regionale di comunicazione di Caritas Sardegna. Il primo numero, dal titolo “Camminiamo insieme verso la Pasqua”. Tra le storie che ti raccontiamo c’è quella che arriva dalla Caritas diocesana di Cagliari. La riportiamo qui.
Gigi ha 62 anni. Cresciuto senza padre, con una madre che ha dovuto allevare da sola cinque figli, ha imparato presto che la vita non aspetta. Concluse a fatica la scuola elementare e a dieci anni iniziò a lavorare. A quindici anni le assistenti sociali lo accompagnarono in un collegio missionario. «In quel posto ho trovato regole», racconta Gigi. A sedici anni lasciò il collegio per iniziare a lavorare come parrucchiere. Incontrò una cliente, una professoressa, che lo incoraggiò a conseguire la licenza media. «Non smetterò mai di ringraziarla. È stata una delle prime persone a credere che potevo essere più di quello che apparivo».
Poi è arrivata la discesa, con l’abuso di sostanze. «All’inizio per curiosità, poi per abitudine, infine per necessità. I soldi che guadagnavo finivano tutti lì, in quel buco nero. E più ne avevo, più ne volevo». Si sposò a ventisette anni e nacquero due figlie. Provò a stabilizzarsi lavorando in un’impresa edile, poi in una società di pesca. La dipendenza continuava a rovinare il lavoro, la fiducia, le relazioni. Finché un giorno tutto crollò e arrivò la separazione.
Tornò a vivere da sua madre, ma anche con la famiglia d’origine i rapporti erano segnati dalla fatica e dall’incomprensione. Nel 2022, dopo un duro litigio, si ritrovò per strada. «Ero solo, senza un tetto, senza soldi, senza speranza. Una mattina mi sono svegliato dopo una notte di abusi ed è in quel momento che qualcosa è cambiato. Mi sono detto: così non posso più andare avanti».
Prese il telefono e chiamò sua figlia. Fu lei ad aiutarlo a compiere il primo passo verso un percorso di recupero. L’incontro con la comunità l’Aquilone divenne per Gigi un segno concreto: «Ho scoperto che ero povero di relazioni, di amore e di fiducia». Visse per un anno e mezzo tra gruppi di supporto, incontri terapeutici, momenti di preghiera. Quando terminò il percorso in comunità non aveva una casa. Si rivolse ai servizi sociali e venne accolto in un dormitorio gestito dalla Caritas diocesana di Cagliari in co-progettazione con il Comune di Cagliari. «Lì ho trovato un tetto, ma soprattutto una nuova possibilità di ripartenza».
Oggi Gigi sta ricominciando da zero, con umiltà e gratitudine, fa il “nonno-sitter” quasi a tempo pieno. Partecipa ad un laboratorio di teatro dove ha scoperto il piacere di esprimersi e di stare in gruppo. Nel frattempo fa parte dell’équipe di “Percorsi di Speranza”, un progetto nazionale di ricerca–azione, promosso da Caritas Italiana, pensato per trasformare l’analisi della marginalità urbana in interventi concreti capaci di generare inclusione, partecipazione e coesione sociale. «Il sorriso lo sto ritrovando.- confessa Gigi- Nessuno è troppo lontano per essere raggiunto dall’aiuto del prossimo e di Dio, e io ne sono la prova».
Alice Brundu
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