Il 25 e il 27 febbraio i seminari su “Linguaggio e strumenti contro la discriminazione: raccontare la fragilità della persona in un’ottica inclusiva”

La Delegazione regionale Caritas Sardegna, in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Sardegna, con l’UCSI Sardegna e con l’Agenzia giornalistica Redattore sociale organizzano martedì 25 febbraio 2020 dalle ore 14 alle 17 a Villacidro nel Centro culturale di alta formazione (ex palazzo Vescovile, via Vittorio Emanuele 15)  e giovedì 27 febbraio a Tempio- Pausania, dalle 10.30 alle 13.30 nella Sala dei Beni culturali (via Villa Marina 1) due seminari formativi per giornalisti, operatori della comunicazione e operatori Caritas dal titolo “Linguaggio e strumenti contro la discriminazione: raccontare la fragilità della persona in un’ottica inclusiva”.

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Marcia della Pace: ultimi preparativi in vista del 30 dicembre

Fervono gli ultimi preparativi di una macchina che non ha rallentato nemmeno nei giorni di Natale, per organizzare la XXIX Marcia della Pace promossa dalla diocesi di Ales-Terralba e dalla delegazione Caritas Sardegna che si svolgerà a Carbonia il 30 dicembre prossimo.

Al comitato organizzatore, composto da oltre 40 fra associazioni di categoria, confederazioni e organizzazioni sindacali e il mondo del volontariato sardo stanno giungendo ancora adesioni di gruppi spontanei che mercoledì prossimo sfileranno dalla Grande Miniera di Serbariu fino a piazza Roma a Carbonia. Continue reading

Conclusi i lavori del Convegno nazionale Caritas

 A Quartu S.Elena (Cagliari) si è chiuso il Convegno nazionale che ha visto riuniti oltre 600 direttori e collaboratori delle 220 Caritas diocesane e di Caritas Italiana.

pigliaru al convegno caritas ok ok

In apertura della giornata conclusiva, il saluto del neo-Presidente della Regione Francesco Pigliaru ai convegnisti: «Tutti siamo ben consapevoli dell’importanza del lavoro della Caritas, soprattutto in una regione che, come la Sardegna, soffre un alto tasso di povertà. L’amministrazione pubblica ha come primo dovere quello di prevenire la povertà, e il modo migliore per farlo è investire sulle persone, fin da giovanissime. Puntare sull’istruzione significa dare pari opportunità a chiunque. Siamo una regione dove, ancora oggi, chi nasce in una famiglia svantaggiata ha molte probabilità di cadere nella trappola della dispersione scolastica, che in Sardegna è la più alta d’Italia, e successivamente in quella della disoccupazione, con un rischio di povertà futura molto alto. L’azione del governo regionale sarà fortemente concentrata su questo punto per dare pari opportunità a tutti, in qualunque famiglia e in qualunque territorio dell’isola si nasca, e l’istruzione deve essere di qualità. Ancora, il sistema di welfare italiano è del tutto inadeguato. Anche in questo caso si tratta di investire sule persone. Abbiamo bisogno di una formazione che funzioni, che sia mirata, precisa, specifica, basata sulle capacità e sulle potenzialità di ogni individuo. Sapete meglio di me quale sia la disperazione di un disoccupato che non sa cosa fare, né a chi rivolgersi. Stiamo lavorando per mettere in piedi un sistema simile a quello di paesi dove tutto ciò funziona, per offrire un percorso che dia la possibilità a chi è disoccupato di trovare in tempi rapidi un nuovo lavoro. Nell’emergenza dobbiamo sostenere la lotta alla povertà investendo risorse pubbliche per far ripartire il lavoro. C’è bisogno dell’aiuto di tutti, dobbiamo fare molto e dobbiamo farlo insieme».

Il direttore di Caritas Italiana, don Francesco Soddu, ha indicato alcune piste di lavoro per un cammino comune, raccogliendo le ricche sollecitazioni del lavoro preparatorio, dei relatori e dei gruppi di lavoro.

“Le Caritas che sono in Italia – ha detto don Soddu – sono consapevoli di dover operare un “decentramento” in vista di una costante conversione pastorale; con tutta la fatica della ricerca, dell’interpretare i segni dei tempi, ma nella unanime consapevolezza di voler raggiungere, rinnovati, “la carne viva del Signore” che vive in questo nostro tempo”. Il direttore ha poi aggiunto che comunque “non hanno potuto chiudersi in se stesse in questi anni: probabilmente non per merito, ma perché esposte al grido dei poveri che saliva dai propri territori, perché costrette ad incontrare i volti cangianti delle povertà, ad interrogarsi sulle cause di quelle sofferenze e a cercare “il pane di oggi” da spezzare con loro e condividere il senso di ingiustizia che accompagnava le loro storie”.

 “Ovviamente – ha precisato don Soddu – i poveri e le nostre realtà ecclesiali sono e resteranno i destinatari privilegiati della nostra azione, tuttavia, la prospettiva che dobbiamo assumere in maniera sempre più consapevole sarà piuttosto una animazione inclusiva”. Occorre dunque che le Caritas si pensino organicamente “come un soggetto ecclesiale che sceglie di parlare di povertà e condivisione al mondo della economia, della produzione, delle professioni, della scuola, della università, senza la pretesa di avere un ruolo istituzionale”. Conseguentemente, davanti alle azioni che sembrano essere indirizzate prevalentemente sulle urgenze ed emergenze, occorre che le Caritas cerchino “percorsi e proposte che siano “a lunga scadenza, senza l’ossessione dei risultati immediati” volti ad “iniziare processi più che di possedere spazi”(EG 222-225)”.

Allargando lo sguardo a livello europeo e mondiale, don Soddu ha evidenziato che “oggi è impossibile pensare di concepire un’Europa a prescindere dalle migrazioni” e che sempre più l’Europa dovrà mettere al centro l’uomo e non la finanza, le comunità e non le lobby, i poveri e non i potenti”. Occorre una nuova stagione dei diritti per tutti, nessuno escluso, anche a livello mondiale, in vista del 2015, quando verrà definitivamente misurato il livello di conseguimento degli obiettivi di sviluppo del millennio. E quando – ha sottolineato Soddu – “grazie all’ampia mobilitazione della nostra campagna “Una sola famiglia umana, cibo per tutti: è compito nostro”, diremo con Papa Francesco che il cibo è il primo dei diritti umani fondamentali, senza il quale non vi è neanche la vita”. “Rimaniamo disponibili – ha concluso il direttore – a verificare l’esistente, prefigurando e sperimentando modalità nuove di evangelizzazione del sociale, a partire da alleanze inedite o rilanciate, con tutti coloro che vogliono vivere questa sfida di una carità che diviene criterio fondativo, “testata d’angolo” di ogni percorso di vita, di ogni comunità”.

Conclusi i lavori della terza giornata del Convegno

Questa mattina l’intervento S.E. Mons. Cesare NOSIGLIA ha proiettato i partecipanti verso il Convegno ecclesiale nazionale del 2015 a Firenze, “In Gesù Cristo, il nuovo umanesimo”. Un umanesimo capace di quell’atto di amore che – come ricorda il Papa nell’Evangelii Gaudium al n. 199 – ci permette di apprezzare il povero nella sua bontà propria, col suo modo di essere, con la sua cultura e il suo modo di vivere la fede. Solo così si potrà accompagnare ogni povero nel cammino della sua liberazione e questo renderà possibile che egli si senta a casa sua nella comunità cristiana.

tavola rotonda

“Credo – ha evidenziato Mons. Nosiglia – che con queste indicazioni potremo recuperare la novità dell’umanesimo di cui ci parla il Convegno, perché altrimenti l’annuncio di Gesù Cristo, che pure è la prima forma di carità che dobbiamo assicurare ad ogni uomo, rischia di affogare in un mare di parole e di buoni pensieri e propositi”.

Poi il confronto ha allargato lo sguardo oltre i confini italiani, con la tavola rotonda “Con il Vangelo nel centro dell’Europa”, moderata da Lorena BIANCHETTI (nella foto). Sono intervenuti S.E. Mons. Youssef SOUEIF, arcivescovo di Nicosia e presidente di Caritas Cipro e Jorge NUÑO MAYER, segretario generale di Caritas Europa. L’arcivescovo ha sottolineato come le sfide odierne richiedano un intervento rapido e organico da parte dell’Unione Europea e dei governi di ogni paese. “Anche la Chiesa – ha aggiunto – è chiamata a dare il suo contributo in particolare al livello dei valori affinché si recuperi la dimensione umana e comunitaria del progetto europeo, finora sacrificata alla dimensione economica con effetti che constatiamo ogni giorno, nelle nostre parrocchie e nelle nostre Caritas diocesane”.

Mayer ha ricordato che Caritas Europa è costituita da 49 Caritas Nazionali, presenti in 46 paesi ed “è in Europa per portare la vostra esperienza delle parrocchie, dei progetti, dei centri, delle diocesi e portare i valori cristiani al cuore delle istituzioni europee e influenzare le decisioni negli ambiti della politica sociale, dell’immigrazione e dei richiedenti asilo, come anche delle politiche di sviluppo”. Un esempio è il Rapporto sulla Crisi recentemente pubblicato da Caritas Europa che ha avuto un forte impatto presso le istituzioni europee. Le Caritas di Italia, Cipro, Grecia, Spagna, Romania e Irlanda hanno contribuito a descrivere in che modo la crisi colpisce la gente, evidenziando alcune tendenze comuni di impoverimento.

In serata è previsto un momento di accoglienza articolato in stand, a cura delle Caritas della Sardegna, dal titolo “Attraversiamo l’isola: un percorso tra i Semi della Carità che divengono Alberi di Comunità”.

Chiuderà i lavori giovedì 3 aprile mons. Francesco SODDU, direttore di Caritas Italiana, cercando di riassumere i ricchi stimoli che emergeranno dal confronto e di indicare piste di lavoro per proseguire il cammino comune.

 

Conclusa la seconda giornata del Convegno nazionale Caritas

Conclusa la seconda giornata di lavori del Convegno nazionale delle Caritas diocesane ‘Con Il Vangelo nelle periferie esistenziali’, che vede riuniti oltre 600 delegati delle Caritas di tutta Italia, ospitati dalla Diocesi di Cagliari, presso l’Hotel Setar (Quartu Sant’Elena). 

Mons. Arrigo Miglio

Chiara Giaccardi, sociologa dell’Università cattolica di Milano nel suo intervento su “La povertà oggi: sintomo, metodo, profezia” ha definito il concetto di povertà: «La povertà è di tutti. È un dato antropologico originario e non l’attributo di una certa categoria sociale. È una ‘parola prima’ (cit. Luigino Bruni), che consente di articolare il lessico dell’umano, così come esistono i ‘numeri primi’ grazie ai quali si possono costruire tutti gli altri numeri. Senza povertà, intesa come limite, non saremmo umani. Senza questa consapevolezza non potremmo sperare in una pienezza (‘beati i poveri un spirito…’). Saremmo pieni di noi stessi, dunque vuoti». Inoltre, ha aggiunto: «C’è una miseria come effetto della disuguaglianza. C’è poi una miseria, tutt’altro che minoritaria, che scaturisce proprio dalla non povertà: “Il grande rischio del mondo attuale (…) è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro (Evangelii Gaudium 2)”. Povertà e miseria non coincidono. Si può essere poveri e non miseri. Si può essere ricchi e miseri. Ma se la povertà materiale diventa pesante, la miseria, e la perdita di dignità, sono in agguato. È facile scivolare dalla prima alla seconda. Ma la misericordia trasforma la miseria in vita, come suggerisce Papa Francesco: non è azione ma risposta, al grido del povero e al volto nudo che ci interpella».

A seguire c’è stata la celebrazione presso la basilica di N.S. di Bonaria, presieduta da Mons. Arrigo Miglio (nella foto), Arcivescovo di Cagliari e presidente della Conferenza Episcopale Sarda, rappresentata anche da altri membri. In apertura della santa messa, cui hanno partecipato gli oltre seicento rappresentanti delle Caritas diocesane dell’isola e del resto d’Italia, don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana ha dichiarato: «Ci troviamo in questa circostanza nello stesso luogo dove lo scorso 22 settembre Papa Francesco ha lanciato un messaggio di speranza e incoraggiamento, con lo stesso sentimento che in quel momento ha animato il Santo Padre». Durante la sua omelia, mons. Miglio ha ricordato il legame con la Chiesa di Buenos Aires, diventato ancora più forte con la visita papale e con la nuova relazione stabilita con la Caritas della capitale argentina. «Mi piace vedere nel cammino della Caritas italiana qualcosa di simile a ciò che ha visto il profeta Ezechiele: essa ha iniziato da realtà piccola crescendo sempre più, diventando un fiume navigabile che ora ha la forza di risanare regioni di sofferenza e di morte». È un compito, ha ricordato l’Arcivescovo, che ancora non è stato compreso da tutta la comunità cristiana, perché la carità è tutt’ora spesso ridotta ad assistenzialismo. Mons. Miglio ha poi fatto riferimento ad alcuni paragrafi della “Caritas in Veritate”, enciclica in cui Papa Benedetto XVI sostiene come la ‘caritas’, intesa come ‘agape’, per sua stessa natura è chiamata a sedere al tavolo dei progetti perché conosce la persona cui essi sono destinati. «Come comunità cristiana è importante che compiamo un passaggio per arrivare alla comprensione piena del significato di ‘caritas’ e dei suoi compiti», ha proseguito l’Arcivescovo di Cagliari, citando anche alcuni passi dell’Evangelii Gaudium di Papa Francesco, con la Chiesa che non può, né deve restare ai margini della lotta per la giustizia, in cui tutti sono chiamati a costruire un mondo migliore. Sempre nell’Evangelii Gaudium, continua mons. Miglio, il Santo Padre ci ricorda l’importanza della collaborazione per risolvere le cause strutturali della povertà e promuovere lo sviluppo integrale dei poveri. La parola ‘solidarietà’ si è logorata e a volte la si interpreta male, dice Papa Francesco: è più di qualche atto sporadico di generosità, spiega l’Arcivescovo che ribadisce la necessità di riaffermare la centralità di temi fondamentali come la famiglia («Riconoscere i diritti primari della famiglia cambia la società civile») e il lavoro, visto come problema urgente «non solo per la Sardegna ma per tutto il paese, affinché possa essere un veicolo attraverso cui entra una nuova acqua risanatrice per la famiglia e per tutta la nostra società», ha concluso mons. Miglio.

 

Nella mattinata del 2 aprile è atteso la comunicazione “Convegno Ecclesiale 2015: In Gesù Cristo il nuovo umanesimo” di S.E. Mons. Cesare NOSIGLIA, arcivescovo di Torino e Presidente del Comitato preparatorio del Convegno ecclesiale. Al pomeriggio, alle 16 è prevista la Tavola rotonda: “Con il Vangelo nel centro dell’Europa”, moderata da Lorena BIANCHETTI, conduttrice di “A Sua Immagine”, Raiuno, con interventi di S.E. Mons. Youssef SOUEIF, arcivescovo di Nicosia e presidente di Caritas Cipro; Jorge NUÑO MAYER, segretario generale di Caritas Europa. Seguirà celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Youssef SOUEIF. Chiuderà i lavori giovedì 3 aprile mons. Francesco SODDU, direttore di Caritas Italiana, cercando di riassumere i ricchi stimoli che emergeranno dal confronto e di indicare piste di lavoro per proseguire il cammino comune.

 

La Diretta streaming dei momenti assembleari può essere seguita su www.caritas.it 

Si è aperto oggi il Convegno nazionale delle Caritas diocesane

Da oggi fino a giovedì 3 aprile a Quartu Sant’Elena, nella Diocesi di Cagliari si ritrovano per il 37° Convegno nazionale circa 600 tra direttori e collaboratori delle 220 Caritas diocesane e di Caritas Italiana.

mons merisi e soddu

Tra i Vescovi presenti: Mons. Arrigo Miglio, Arcivescovo di Cagliari e Presidente della Conferenza episcopale sarda (CES), Mons. Giovanni Paolo Zedda, Vescovo di Iglesias e Vescovo delegato della CES per il servizio della carità, Mons. Ignazio Sanna, Vescovo di Oristano, Mons. Giovanni Dettori, Vescovo di Ales-Terralba.

In apertura dei lavori, la preghiera di Mons. Giovanni Paolo Zedda, che ha sottolineato: «Poter ospitare questo evento ci dà tanta gioia. Il Convegno è un’occasione preziosa per crescere nella comunione con tutte le Chiese d’Italia, promuovendo la cultura dell’incontro e dell’accoglienza che siamo chiamati a testimoniare verso tutti».

Ha preso poi la parola don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana, che ha sottolineato il carattere ‘sinodale’ del Convegno, frutto degli incontri con le Delegazioni regionali di tutta Italia: «ognuno di noi lo sente come ‘non calato dall’alto». A seguire, i saluti di Mauro Contini, sindaco di Quartu Sant’Elena: «Le nostre comunità hanno bisogno di solidarietà; dobbiamo mettere in rete esperienze, idee e risorse, perché da soli non siamo utili a nessuno». E quelli di Luigi Arru neo-assessore regionale alla Sanità: «Come Regione dobbiamo cercare con la nostra azione di includere i più deboli e gli emarginati, con spirito di accoglienza affinché la povertà e la malattia non costituiscano un destino ineluttabile».

Poi, i saluti di Mons. Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale della Pastorale della Salute della CEI.  Successivamente, la prolusione di Mons. Giuseppe MERISI, presidente di Caritas Italiana, che ha sottolineato: «Per le Caritas questo – proseguendo nell’atteggiamento di ascolto reciproco e di lettura dei segni dei tempi – si propone come momento di un percorso che origina dalle riflessioni dello scorso anno, le consolida e le inquadra in un interrogarsi insieme che continuerà anche nel nuovo anno pastorale. Un impegno di revisione «che riguarda lo stile proprio di ogni Caritas nel suo territorio, ma anche il lavoro comune della Caritas nei suoi organi istituzionali, con la massima attenzione alle persone che siamo chiamati a servire nella Chiesa e mediante la Chiesa». «L’auspicio dunque è che siamo capaci di portare, condividere e declinare i frutti del nostro essere Caritas a servizio della Chiesa, dal locale al nazionale e viceversa, in un processo di costante ridefinizione del nostro stare quotidianamente nelle periferie esistenziali». Inoltre, Mons. Merisi ha fatto riferimento alla presenza Caritas all’Expo 2015, auspicando che questa partecipazione «possa sensibilizzare adeguatamente istituzioni e governi ma anche l’opinione pubblica per riparare le ingiustizie e promuovere uguaglianza e benessere sul tema del cibo». In conclusione, il riconoscimento del lavoro di Caritas e l’auspicio che «prosegua con passione ed equilibrio il lavoro che coniuga testimonianza e servizio, profezia e realismo».

 Sullo sfondo, i nuovi dati povertà della Caritas Italiana, contenuti nel Rapporto 2014 ‘False Partenze’, consultabili sul sito www.caritas.it. Vengono inoltre presentati i risultati del quinto monitoraggio nazionale delle iniziative anti-crisi economica promosse e realizzate dalle Caritas e dalle diocesi italiane. Emerge un proliferare di progetti e di attività, esplicitamente avviate per fronteggiare l’emergenza sociale di questi ultimi anni. La rilevazione, aggiornata a dicembre 2013, evidenzia la presenza di 1.148 iniziative. Interessanti sono anche i dati del Prestito della Speranza, nato dall’accordo tra la CEI e l’Associazione Bancaria Italiana: dal 2009 ad oggi 3.583 sono le famiglie sostenute, per un totale di oltre 22 milioni di euro di finanziamenti erogati.

A seguire, la relazione teologico-pastorale tenuta da Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, sul tema del Vangelo e delle periferie esistenziali: «Il cristiano – ha sottolineato –  non determini prima chi è il prossimo, ma si faccia prossimo di chiunque incontri». Inoltre, «dobbiamo cercare di essere ‘una Chiesa in uscita’, con Cristo al centro e di annunciare il Vangelo a tutti, senza repulsioni o paure. Troppo spesso abbiamo dato l’immagine di una comunità che ha paura del mondo, tesa a chiudersi in se stessa».

 

Nei prossimi giorni i partecipanti si confronteranno su cosa aggiungere, cambiare o abbandonare nella loro azione, riprendendo il cammino svolto lo scorso anno a Montesilvano e in vista del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze nel 2015.

Molti gli ospiti attesi, a iniziare da Chiara GIACCARDI, docente presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Milano, che terrà nel pomeriggio del 1 aprile una relazione su “La povertà oggi: sintomo, metodo, profezia”. Seguirà una celebrazione eucaristica presso il Santuario N.S. di Bonaria presieduta da S.E. Mons. Arrigo MIGLIO, arcivescovo di Cagliari.

Nella mattinata del 2 aprile è atteso la comunicazione “Convegno Ecclesiale 2015: In Gesù Cristo il nuovo umanesimo” di S.E. Mons. Cesare NOSIGLIA, arcivescovo di Torino e Presidente del Comitato preparatorio del Convegno ecclesiale.

Al pomeriggio, alle 16 è prevista la Tavola rotonda: “Con il Vangelo nel centro dell’Europa”, moderata da Lorena BIANCHETTI, conduttrice di “A Sua Immagine”, Raiuno, con interventi di S.E. Mons. Youssef SOUEIF, arcivescovo di Nicosia e presidente di Caritas Cipro; Jorge NUÑO MAYER, segretario generale di Caritas Europa. Seguirà celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Youssef SOUEIF. Preghiera e lectio divina del 1 e del 2 aprile saranno affidate a padre Maurizio TEANI s.j.Chiuderà i lavori giovedì 3 aprile mons. Francesco SODDU, direttore di Caritas Italiana, cercando di riassumere i ricchi stimoli che emergeranno dal confronto e di indicare piste di lavoro per proseguire il cammino comune.

Per scaricare il materiale sul Convegno: www.caritas.it

Al via il Convegno nazionale Caritas, tra crisi e speranza

«Il prossimo Convegno Nazionale a Cagliari sarà l’occasione per scambiare esperienze e speranze, ma soprattutto per rinnovare motivazioni e fiducia alla luce dei sentimenti di Cristo».  Questo l’auspicio che il cardinale Angelo Bagnasco ha espresso in apertura del Consiglio Permanente, riferendosi al 37° Convegno nazionale delle Caritas diocesane dal titolo “Con il Vangelo nelle periferie esistenziali”, che sarà ospitato dalla Diocesi di Cagliari, presso il complesso turistico alberghiero Setar (Quartu S.Elena, via Lipari 1/3, località S’Oru e Mari) da lunedì 31 marzo (a partire dalle ore 16) fino a giovedì 3 aprile 2014.

convegno nazionale 2014 cagliari 2

 

Il Cardinale ha anche evidenziato che gli sforzi delle 220 Caritas diocesane si sono moltiplicati, e le iniziative per far fronte alla crisi sono in quattro anni raddoppiate. Ha ricordato poi il Rapporto 2014 di Caritas Italiana su povertà ed esclusione in Italia, intitolato ‘False partenze’ , che da domenica 30 marzo sarà on line su www.caritas.it. Sul nuovo scenario di crisi si confronteranno a Cagliari i direttori e gli operatori delle 220 Caritas diocesane di tutta Italia (complessivamente, tra i 650-700 partecipanti).

«Il prossimo Convegno nazionale – sottolinea Mons. Arrigo Miglio, Arcivescovo di Cagliaripotrà fornire un’occasione per riflettere sulla nostra azione e ridefinirla alla luce del Magistero di Papa Francesco, che ci esorta a riscoprire la bellezza del Messaggio evangelico collocando i poveri al centro della riflessione ecclesiale e a ricercare Cristo aprendoci all’incontro e all’accoglienza del prossimo». Il Convegno costituirà un’opportunità per «recuperare e rafforzare all’interno del nostro contesto locale il servizio della carità inteso nel suo significato più profondo, cercando di affinare strumenti per dare speranza e proporre risposte adeguate di fronte all’emergere di nuove criticità». Inoltre, come sottolinea l’Arcivescovo, l’evento «potrà segnare una tappa significativa per la Chiesa sarda in preparazione del Convegno ecclesiale 2015 In Gesù Cristo il nuovo umanesimo».

Molti i dati allarmanti: un aumento impressionante di italiani che bussano alla porta e di gruppi sociali che fino ad oggi non erano coinvolti in situazioni di disagio. Una condizione denunciata anche a livello europeo dal Secondo rapporto di monitoraggio dell’impatto della crisi economica in sette “paesi deboli“ dell’Unione Europea, curato da Caritas Europa e presentato in questi giorni ad Atene, in occasione del semestre di presidenza greco della Ue. In esso, infatti, oltre all’azione delle Caritas nei paesi monitorati sono contenute valutazioni e raccomandazioni rivolte alle istituzioni europee e ai singoli governi, con l’invito ad adottare misure che possano alleviare gli effetti della crisi, soprattutto sulle fasce più vulnerabili.

«Al Convegno – sottolinea don Francesco Soddu, direttore di Caritas Italiana – ci confronteremo su cosa possiamo aggiungere, cambiare o abbandonare nella nostra azione, riprendendo il cammino svolto lo scorso anno a Montesilvano e in vista del Convegno ecclesiale nazionale di Firenze nel 2015»

Presentazione Lettera pastorale dei Vescovi Sardi sul Lavoro

Martedì 18 marzo p.v., alle ore 10.30, presso la sala convegni dell’Associazione della Stampa Sarda (Cagliari, via Barone Rossi 29), si terrà una conferenza stampa per la presentazione della “Lettera pastorale dei Vescovi sardi sui più urgenti problemi sociali e del lavoro”, dal titolo “Un cammino di speranza per la Sardegna”.

Interverranno:
Mons. Arrigo Miglio, Arcivescovo di Cagliari e Presidente della Conferenza Episcopale Sarda
Mons. Giovanni Paolo Zedda, Vescovo di Iglesias e Delegato della CES per la Pastorale sociale e il lavoro.

Leggi il testo della Lettera

Comunicato Caritas – Migrantes sulla fine del programma di protezione dei profughi del Nord Africa

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COMUNICATO Caritas Italiana/Fondazione Migrantes – Interventi urgenti in favore delle persone accolte in seguito all’Emergenza Nord Africa

 

Interventi urgenti in favore delle persone accolte in seguito all’ Emergenza Nord Africa.

Al termine dell’incontro della Commissione Episcopale per le Migrazioni (CEMi) del 2 ottobre, i vescovi avevano espresso la loro preoccupazione per l’approssimarsi della data del 31 dicembre 2012, quando è prevista la chiusura dell’emergenza nord Africana e delle relative strutture di accoglienza. I disagi e le numerose difficoltà burocratiche, economiche e sociali vissute dai centri e dalle comunità di accoglienza – molte delle quali nelle nostre diocesi, parrocchie e negli istituti religiosi – inducono a tornare sulla prossima scadenza di fine anno per chiedere interventi volti a far uscire le persone da forme di accoglienza occasionali ed emergenziali. Peraltro da un monitoraggio condotto dalla rete delle Caritas diocesane che sono impegnate nell’accoglienza è emerso che circa il 60% delle persone è ancora in attesa di ricevere uno status definitivo, o di conoscere l’esito del procedimento amministrativo o di quello giudiziario. A tal riguardo si prende atto del recente provvedimento del Governo volto ad attivare una procedura per il rilascio del permesso umanitario, rinnovando l’istanza precedentemente negata. Si tratta però di una procedura che rischia di essere macchinosa e che potrà essere realizzata efficacemente solo con l’apporto congiunto degli attori istituzionali e degli enti di tutela. Va sottolineato che fra gli ospiti figurano diverse persone vulnerabili, centinaia di nuclei familiari e decine di minori stranieri non accompagnati, categorie verso le quali la prospettiva di una chiusura dell’accoglienza al 31.12.2012 non è auspicabile, oltre che difficilmente praticabile.

Si auspica, dunque un intervento urgente delle Autorità competenti per l’adozione di misure volte a superare le suddette criticità, a partire dal tempestivo rilascio di un permesso di soggiorno alle persone in accoglienza, nonché la necessaria proroga dell’accoglienza per le categorie cosiddette vulnerabili. A tal fine sottolineiamo l’opportunità di un coinvolgimento delle maggiori organizzazioni di tutela per definire un piano di misure concrete da attuare nel breve periodo, così come accaduto nella fase iniziale di questa emergenza durante la quale è stata data la disponibilità all’accoglienza di migliaia di profughi.

Infine con i vescovi della CEMi sottolineiamo che la prospettiva realistica di nuovi flussi verso l’Italia di persone che vivono il dramma della fuga per ragioni politiche e religiose non permette di lasciare ulteriormente nella precarietà strutture e percorsi di accoglienza e protezione umanitaria nel nostro Paese.

Clicca qui per scaricare il testo integrale del comunicato stampa

Discorso di Benedetto XVI a San Marino di Carpi (Modena) in occasione della visita pastorale nelle zone terremotate

Visita pastorale nelle zone terremotate
dell’Emilia Romagna
(26 giugno 2012)

Discorso del Santo Padre Benedetto XVI
San Marino di Carpi – Modena 

 Benedetto XVI in visita

 

Cari fratelli e sorelle!

Grazie per la vostra accoglienza!

Fin dai primi giorni del terremoto che vi ha colpito, sono stato sempre vicino a voi con la preghiera e l’interessamento. Ma quando ho visto che la prova era diventata più dura, ho sentito in modo sempre più forte il bisogno di venire di persona in mezzo a voi. E ringrazio il Signore che me lo ha concesso!

Sono allora con grande affetto con voi, qui riuniti, e abbraccio con la mente e con il cuore tutti i paesi, tutte le popolazioni che hanno subito danni dal sisma, specialmente le famiglie e le comunità che piangono i defunti: il Signore li accolga nella sua pace. Avrei voluto visitare tutte le comunità per rendermi presente in modo personale e concreto, ma voi sapete bene quanto sarebbe stato difficile. In questo momento, però, vorrei che tutti, in ogni paese, sentiste come il cuore del Papa è vicino al vostro cuore per consolarvi, ma soprattutto per incoraggiarvi e per sostenervi. Saluto il Signor Ministro Rappresentante del Governo, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, e l’Onorevole Vasco Errani, Presidente della Regione Emilia-Romagna, che ringrazio di cuore per le parole che mi ha rivolto a nome delle istituzioni e della comunità civile. Desidero ringraziare poi il Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna, per le affettuose espressioni che mi ha indirizzato e dalle quali emerge la forza dei vostri cuori, che non hanno crepe, ma sono profondamente uniti nella fede e nella speranza. Saluto e ringrazio i Fratelli Vescovi e Sacerdoti, i rappresentanti delle diverse realtà religiose e sociali, le Forze dell’ordine, i volontari: è importante offrire una testimonianza concreta di solidarietà e di unità. Ringrazio per questa grande testimonianza, soprattutto dei volontari!

Come vi dicevo, ho sentito il bisogno di venire, seppure per un breve momento, in mezzo a voi. Anche quando sono stato a Milano, all’inizio di questo mese, per l’Incontro Mondiale delle Famiglie, avrei voluto passare a visitarvi, e il mio pensiero andava spesso a voi. Sapevo infatti che, oltre a patire le conseguenze materiali, eravate messi alla prova nell’animo, per il protrarsi delle scosse, anche forti; come pure dalla perdita di alcuni edifici simbolici dei vostri paesi, e tra questi in modo particolare di tante chiese. Qui a Rovereto di Novi, nel crollo della chiesa – che ho appena visto – ha perso la vita Don Ivan Martini. Rendendo omaggio alla sua memoria, rivolgo un particolare saluto a voi, cari sacerdoti, e a tutti i confratelli, che state dimostrando, come già è avvenuto in altre ore difficili della storia di queste terre, il vostro amore generoso per il popolo di Dio.

Come sapete, noi sacerdoti – ma anche i religiosi e non pochi laici – preghiamo ogni giorno con il cosiddetto «Breviario», che contiene la Liturgia delle Ore, la preghiera della Chiesa che scandisce la giornata. Preghiamo con i Salmi, secondo un ordine che è lo stesso per tutta la Chiesa Cattolica, in tutto il mondo. Perché vi dico questo? Perché in questi giorni ho incontrato, pregando il Salmo 46, questa espressione che mi ha toccato: «Dio è per noi rifugio e fortezza, / aiuto infallibile si è mostrato nelle angosce. / Perciò non temiamo se trema la terra, / se vacillano i monti nel fondo del mare» (Sal 46,2-3). Quante volte ho letto queste parole? Innumerevoli volte! Da sessantun anno sono sacerdote! Eppure in certi momenti, come questo, esse colpiscono fortemente, perché toccano sul vivo, danno voce a un’esperienza che adesso voi state vivendo, e che tutti quelli che pregano condividono. Ma – vedete – queste parole del Salmo non solo mi colpiscono perché usano l’immagine del terremoto, ma soprattutto per ciò che affermano riguardo al nostro atteggiamento interiore di fronte allo sconvolgimento della natura: un atteggiamento di grande sicurezza, basata sulla roccia stabile, irremovibile che è Dio. Noi «non temiamo se trema la terra» – dice il salmista – perché «Dio è per noi rifugio e fortezza», è «aiuto infallibile … nelle angosce».

Cari fratelli e sorelle, queste parole sembrano in contrasto con la paura che inevitabilmente si prova dopo un’esperienza come quella che voi avete vissuto. Una reazione immediata, che può imprimersi più profondamente, se il fenomeno si prolunga. Ma, in realtà, il Salmo non si riferisce a questo tipo di paura, che è naturale, e la sicurezza che afferma non è quella di super-uomini che non sono toccati dai sentimenti normali. La sicurezza di cui parla è quella della fede, per cui, sì, ci può essere la paura, l’angoscia – le ha provate anche Gesù, come sappiamo – ma c’è, in tutta la paura e l’angoscia, soprattutto la certezza che Dio è con noi; come il bambino che sa sempre di poter contare sulla mamma e sul papà, perché si sente amato, voluto, qualunque cosa accada. Così siamo noi rispetto a Dio: piccoli, fragili, ma sicuri nelle sue mani, cioè affidati al suo Amore che è solido come una roccia. Questo Amore noi lo vediamo in Cristo Crocifisso, che è il segno al tempo stesso del dolore, della sofferenza, e dell’amore. E’ la rivelazione di Dio Amore, solidale con noi fino all’estrema umiliazione.

Su questa roccia, con questa ferma speranza, si può costruire, si può ricostruire. Sulle macerie del dopoguerra – non solo materiali – l’Italia è stata ricostruita certamente grazie anche ad aiuti ricevuti, ma soprattutto grazie alla fede di tanta gente animata da spirito di vera solidarietà, dalla volontà di dare un futuro alle famiglie, un futuro di libertà e di pace. Voi siete gente che tutti gli italiani stimano per la vostra umanità e socievolezza, per la laboriosità unita alla giovialità. Tutto ciò è ora messo a dura prova da questa situazione, ma essa non deve e non può intaccare quello che voi siete come popolo, la vostra storia e la vostra cultura. Rimanete fedeli alla vostra vocazione di gente fraterna e solidale, e affronterete ogni cosa con pazienza e determinazione, respingendo le tentazioni che purtroppo sono connesse a questi momenti di debolezza e di bisogno.

La situazione che state vivendo ha messo in luce un aspetto che vorrei fosse ben presente nel vostro cuore: non siete e non sarete soli! In questi giorni, in mezzo a tanta distruzione e tanto dolore, voi avete visto e sentito come tanta gente si è mossa per esprimervi vicinanza, solidarietà, affetto; e questo attraverso tanti segni e aiuti concreti. La mia presenza in mezzo a voi vuole essere uno di questi segni di amore e di speranza. Guardando le vostre terre ho provato profonda commozione davanti a tante ferite, ma ho visto anche tante mani che le vogliono curare insieme a voi; ho visto che la vita ricomincia, vuole ricominciare con forza e coraggio, e questo è il segno più bello e luminoso.

Da questo luogo vorrei lanciare un forte appello alle istituzioni, ad ogni cittadino ad essere, pur nelle difficoltà del momento, come il buon samaritano del Vangelo che non passa indifferente davanti a chi è nel bisogno, ma, con amore, si china, soccorre, rimane accanto, facendosi carico fino in fondo delle necessità dell’altro (cfr Lc 10,29-37). La Chiesa vi è vicina e vi sarà vicina con la sua preghiera e con l’aiuto concreto delle sue organizzazioni, in particolare della Caritas, che si impegnerà anche nella ricostruzione del tessuto comunitario delle parrocchie.

Cari amici, vi benedico tutti e ciascuno, e vi porto con grande affetto nel mio cuore.