Terremoto in Abruzzo, tre anni dopo l’impegno continua…

Auto Caritas Sardegna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

6 aprile 2009 – 6 aprile 2012. Sono trascorsi tre anni dal terribile terremoto che ha devastato diverse località dell’Abruzzo, compreso il suo capoluogo, l’Aquila. Erano le tre e mezza del mattino quando una scossa di magnitudo 5,9 (scala Richter) provocò morte e distruzione. Persero la vita più di 300 persone (oltre 1.600 i feriti).

La Caritas Italiana si attivò da subito per coordinare gli interventi delle Caritas diocesane desiderose di offrire un conributo alle popolazioni colpite dal sisma, anche attraverso l’apporto (di risorse umane, strumentali e finanziarie) offerto da diverse Delegazioni regionali Caritas.

Le Caritas diocesane della Sardegna e quelle della Liguria hanno operato in proficua sinergia durante questi anni, attraverso le due Delegazioni regionali, sia con l’invio di risorse finanziarie sia attraverso la presenza stabile di propri operatori. Sono stati realizzati anche dei gemellaggi con la comunità di Barisciano, dove una nostra operatrice (Fabia Congia) ha condiviso sofferenze e speranze con la popolazione locale.

Leggi qui la testimonianza degli scout di una diocesi sarda in visita a Barisciano

L’intervento di Caritas Italiana

In base alla lettura del territorio e dei bisogni della popolazione, Caritas Italiana, in stretto accordo con la Chiesa Aquilana, ha definito le linee di sviluppo dell’intervento nei tempi lunghi:
• Emergenza e primo aiuto: tende comunitarie, materiali di prima emergenza, generi alimentari, sostegno alla popolazione…
• Accompagnamento della popolazione: presenza di volontari, attività di ascolto, animazione delle comunità, rilevazione dei bisogni…
• Ricostruzione: centri di comunità, scuole, servizi sociali e caritativi, alloggi per anziani e studenti…
• Riabilitazione socio-economica: progettazione sociale, sostegno al reddito, ripristino realtà produttive…

Attualmente sono già stati impegnati oltre 31.500.000 euro, per le seguenti attività:
• più di 1.300.000 euro per emergenza e primo aiuto

• più di 900.000 euro per progetti sociali

• oltre 29.300.000 euro per interventi di ricostruzione.

La restante somma sarà investita in interventi socio-pastorali e di costruzione di nuove strutture, secondo gli attuali bisogni della popolazione.

 

I progetti

Direttamente, o attraverso le 16 Delegazioni regionali, Caritas Italiana ha cercato di rispondere ai bisogni della popolazione, attraverso:
• interventi di prima emergenza;
• azioni di prossimità e sostegno diretto (in particolare ad anziani, persone sole, ammalati. .. );
• la realizzazione di 18 Centri di comunità (10 completati, 1 in corso, 7 in istruttoria)
• la realizzazione di 4 scuole per l’infanzia e primarie donate ai Comuni (3 completate, una in corso);
• la realizzazione di 2 strutture di edilizia sociale ed abitativa per anziani, donne sole con figli (una completata ed una in corso di realizzazione)

• l’implementazione di 10 servizi sociali e caritativi: centri di ascolto e accoglienza, servizi per minori, servizi per indigenti (7 realizzati, 3 in istruttoria) ;
• il consolidamento ed il ripristino funzionale di 5 strutture parrocchiali per attività sociali e comunitarie;
• numerosi progetti di animazione e aggregazione rivolti in particolare ai bambini, preadolescenti e giovani;
• molteplici progetti sociali a favore delle persone in situazione di grave emarginazione, immigrati, giovani, sostegno al reddito …;
• iniziative di scambio e accompagnamento tra comunità cristiane e Chiese sorelle.

In particolare, la Cei ha contribuito direttamente alla realizzazione di una struttura nella quale hanno sede gli uffici della Curia diocesana, l’archivio, il magazzino dei beni artistici… e di una Casa della carità a Pozza di Preturo.

Significativa è stata anche la solidarietà della rete internazionale con più di 60 Caritas estere che stanno contribuendo alla ricostruzione.

L’impegno prioritario riguarda tuttora prossimità, accompagnamento e interventi di costruzione di nuove strutture e ricostruzione del tessuto sociale.

Carestie nel Corno d’Africa e nel Sahel: l’impegno della Caritas Italiana

Poster Sahel

La crisi alimentare sta costringendo alla fame circa un milione di bambini che vivono nell’area del Sahel e una popolazione complessiva di quasi 10 milioni di persone. La hunger season (stagione della fame) si preannuncia particolarmente difficile per numerosi Paesi di quell’area; in particolare: Mali (in cui si è anche verificato un colpo di Stato militare), Niger e Burkina Faso, ma anche Senegal e Ciad.

Lo stesso Benedetto XVI ha esortato «la comunità internazionale ad affrontare seriamente l’estrema povertà di queste popolazioni le cui condizioni di vita si stanno deteriorando». Una situazione sempre più grave, precisa la Caritas Italiana, «che richiede risposte immediate, ma al contempo si intreccia e spinge alla riflessione su questioni planetarie: dagli effetti della crisi e delle speculazioni finanziarie ai mutamenti climatici».

Caritas Italiana partecipa attivamente al piano di emergenza, anche grazie alla presenza di un’operatrice nella zona. Ha inoltre messo a disposizione 100.000 euro a sostegno delle attività della rete Caritas nella zona e rinnova l’invito alle istituzioni governative e internazionali ad un’azione immediata per evitare un’altra catastrofe umanitaria come quella che ha già colpito il Corno d’Africa nel recente passato.


Per sostenere gli interventi in corso si possono inviare offerte alla Caritas Italiana tramite il c/c postale n. 347013 specificando nella causale: “Carestia Sahel”. Le offerte possono essere elargite anche tramite altri canali (tel. +39 06 66177001)
«Esorto la comunità internazionale ad affrontare seriamente l’estrema povertà di queste popolazioni le cui condizioni di vita si stanno deteriorando». Con queste parole Papa Benedetto XVI ha da tempo portato l’attenzione sulla grave situazione in cui versa una vasta area del Sahel colpita da una grave crisi alimentare.
In Mali in aggiunta alla siccità sono sempre più allarmanti le notizie sulla crisi politica in atto nel paese. Un colpo di stato militare – seguito al conflitto al nord del paese con gruppi ribelli separatisti – ha deposto il presidente, la Costituzione è stata sospesa, l’aeroporto di Bamako chiuso. Numerose le vittime e decine di migliaia i profughi e gli sfollati che rendono sempre più numerosa la massa di persone in fuga per la sopravvivenza.
Una situazione dunque sempre più grave che richiede risposte immediate, ma al contempo si intreccia e spinge alla riflessione su questioni planetarie: dagli effetti della crisi e delle speculazioni finanziarie ai mutamenti climatici.

Disponibili i mini atti del convengo “Asia-Italia: scenari migratori”

Manifesto Asia-Italia: scenari migratori


Asia-italia: scenari migratori

Quarto viaggio intercontinentale di studio del Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes

Presentazione dei mini atti atti del Convegno sulle migrazioni asiatiche promosso a Manila dal Dossier Caritas/Migrantes

Si è svolto a Manila, nelle Filippine, il quarto viaggio di studio organizzato dal Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes – dopo Ucraina, Argentina e Capo Verde – dal titolo “Asia-Italia: scenari migratori”.
Il viaggio ha visto i partecipanti impegnati in un Convegno di cinque giorni (16-20 gennaio), oltre che in numerosi incontri con le autorità e la popolazione del luogo.
Il Convegno, organizzato in collaborazione con lo Scalabrini Migration Center di Manila e l’Ambasciata d’Italia nelle Filippine, ha visto la partecipazione di una trentina di studiosi e operatori sociali e pastorali, oltre che di rappresentanti delle istituzioni locali e di organismi internazionali che si occupano di migranti e rifugiati.
È stato possibile approfondire la conoscenza del fenomeno migratorio asiatico, con una particolare attenzione ai nessi con il quadro europeo e italiano. Sono stati infatti analizzati i casi della migrazione filippina e di altre grandi collettività asiatiche (Cina, Pakistan, India, Bangladesh, Sri Lanka), esaminandone la storia dell’insediamento in Italia ed in Europa, la situazione attuale e le possibili prospettive per il futuro. Il continente asiatico è indicato, del resto, da molti esperti come quello che conoscerà i maggiori cambiamenti dal punto di vista dei movimenti migratori: la Cina, da Paese di emigrazione, promette di diventare un grande polo di attrazione per flussi annuali in entrata di circa 12 milioni di persone all’anno e, nella seconda metà del secolo, anche Paesi come l’India e l’Iran, attualmente esportatori di manodopera, potrebbero diventare mete di nuovi flussi di persone.
Riportiamo di seguito i mini-atti del Convegno, circa quaranta relazioni ripartite in quattro parti:

1. Gli scenari attuali e futuri delle migrazioni asiatiche
2. La presenza e l’inserimento lavorativo degli immigrati asiatici in Italia
3. Le implicazioni delle migrazioni asiatiche ai diversi livelli (economico, occupazionale, culturale e religioso);
4. I casi rilevanti di insediamento territoriale degli asiatici in Italia.

Le relazioni, di cui pubblichiamo gli abstract, evidenziano che, nell’Unione Europea, l’Italia si colloca tra i principali poli di sbocco dei flussi provenienti dall’Asia ed è tra le principali aree di accoglienza per questi paesi. Per quanto riguarda i filippini, nel corso del Convegno è stata evidenziata la loro elevata incidenza sulle categorie lavorative dei collaboratori familiari e dei marittimi, a fronte invece di uno scarso peso nella realtà imprenditoriale.
Secondo mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas diocesana di Roma, che ha guidato la delegazione a nome del Comitato di Presidenza del Dossier, composto anche dal direttore della Caritas Italiana, mons. Vittorio Nozza, e dal direttore della Fondazione Migrantes, mons. Giancarlo Perego, “questa esperienza ha arricchito i partecipanti grazie alla conoscenza diretta degli immigrati filippini che sono tornati in patria dopo un periodo di lavoro in Italia, come anche grazie all’incontro con i figli che hanno i genitori nel nostro Paese e non sempre li possono raggiungere. È stato possibile constatare che le migrazioni vengono vissute come occasione di riscatto sociale, speranza e ricerca di benessere ma, purtroppo, hanno anche uno strascico di seri problemi, sia tra chi è emigrato che tra chi è rimasto in patria.
Secondo le proiezioni, la componente asiatica continuerà a crescere in Italia, sia perché l’eccezionale sviluppo che sta conoscendo quel continente è inegualmente ripartito tra i diversi paesi di partenza, sia perché il mercato occupazionale italiano avrà bisogno anche nel futuro di forza lavoro aggiuntiva.
Oltre ai relatori del Dossier, ad approfondire i temi sono stati alcuni immigrati venuti dall’Italia, esperti operanti nelle Filippine e diversi rappresentanti delle autorità civili e religiose.

Questa prima analisi delle migrazioni dall’Asia è destinata a essere completata dalla pubblicazione integrale degli atti.

(si rimanda anche ai siti del Dossier Statistico Immigrazione, della Caritas Italiana, della Fondazione Migrantes e della Caritas diocesana di di Roma)

Scheda riassuntiva in italiano
Scheda riassuntiva in inglese

Scarica qui i mini atti

Don Francesco Soddu nuovo direttore della Caritas Italiana

Il Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana ha nominato mons. Francesco Soddu nuovo direttore della Caritas Italiana. Il delegato  regionale della Caritas e gli altri direttori delle Caritas diocesane della Sardegna si congratulano con lui per l’importante nuovo servizio che è stato chiamato a svolgere per la Chiesa italiana e, nel formulargli i migliori auguri di buon lavoro,  lo ringraziano con espressioni di stima ed amicizia per il contributo offerto in Delegazione e nella sua Chiesa locale.

 

Queste le prime parole del nuovo direttore di Caritas Italiana, a seguito della nomina: “L’ufficio di direttore della Caritas diocesana affidatomi nel 2005, ha comportato un ampliamento di orizzonte per la mia vocazione e ministero sacerdotale. Ricordo che L’Arcivescovo assegnandomi questo compito, disse: “Dietro e dentro la Caritas c’è la Chiesa” ed insieme: “Ti do un anno di tempo per fondare la Caritas”. Queste due affermazioni di padre Paolo mi impressionarono alquanto, la prima perché mi svelava pienamente la dimensione dell’incarico e la seconda perché da qualche parte bisognava pur iniziare. Per quanto riguarda il secondo aspetto si dovette lavorare molto, sopratutto per conferire all’Organismo la struttura portante che la caratterizza. Pertanto, mentre iniziavo a frequentare il corso base di Caritas Italiana, in diocesi si lavorava assiduamente per la costituzione del Consiglio, dell’équipe, della giunta direttiva, e per ridare slancio, vitalità e dinamicità alle opere-segno esistenti e nel contempo costruire tutta una rete di relazioni col sociale, indispensabile per il dialogo e gli interventi a favore dei più bisognosi. I poveri sono stati coloro che hanno illuminato ogni passo di questo percorso, essi hanno orientato ogni nostro pensiero guidandolo nella giusta dimensione evangelica a servizio della Chiesa e della società. Secondo la visione di Chiesa – Comunione dove tutti i membri sono soggetti di pastorale, in questi anni hanno visto la luce l’Osservatorio delle povertà e risorse, il Laboratorio di promozione ed accompagnamento delle Caritas parrocchiali, l’Ufficio della comunicazione, l’Ufficio per l’animazione, l’Ufficio e centro di ascolto per gli stranieri, il Gruppo diocesano di educazione alla mondialità, la presenza della Caritas nel carcere, il sito web e, infine, lo sportello di consulenza per il Prestito della Speranza. Inoltre, si è data una migliore configurazione al Centro di Ascolto; esso è come il propulsore delle attività della Caritas, pienamente convinti che l’ascolto sia il primo ed insostituibile servizio di carità, da cui partono l’attenzione, la decodificazione ed interpretazione dinamica del bisogno in vista non tanto del dare tamponando, quanto del darsi tessendo trame scucite e immettendo o rimettendo la persona all’interno del circuito vitale.

Ma il primo ascolto è riservato a Dio, Carità assoluta e sua fonte; la preghiera mensile davanti all’Eucaristia, presso la Chiesa del SS.mo Sacramento, ha orientato, sostenuto e guidato ogni nostra azione.

In questi anni si è lavorato molto per la formazione di tutti, particolarmente per i giovani, sia in ambito parrocchiale sia in ambito scolastico. Altra affermazione dell’Arcivescovo non passata inosservata in questi anni è stata: “ I giovani sono i poveri tra i poveri”, perciò nella Caritas Turritana, oltre i numerosi volontari, prestano il loro competente servizio alcuni giovani “ingaggiati” secondo le norme che regolano il settore del lavoro e mettendo in campo la “fantasia della carità”.

I diversi progetti diocesani portati avanti sono tutti collegati dal filo rosso dell’animazione, che con la prevalente funzione pedagogica, è anche l’anima dell’azione propria della Caritas. Con tutte queste persone si è dato via ad un circuito Caritas di servizio a tutto tondo, come offerta di strumenti e competenze che non gli provengono per virtù propria ma dalla stessa Chiesa “esperta in umanità”. Con costoro – dopo aver partecipato al corso nazionale e/o regionale di formazione- si è dato anche inizio ad un percorso di formazione degli animatori delle Caritas parrocchiali. Posso con orgoglio affermare che i responsabili di settore e tutti gli operatori siano persone valide e competenti, tutti cresciuti nell’amicizia, nella fraternità umana e spirituale. Essi sapranno continuare con la medesima competenza ed entusiasmo il bel cammino portato avanti, con sempre sentita responsabilità anche con chi sarà chiamato a succedermi.

La nomina a direttore di Caritas Italiana crea in me uno stato di vertigine indescrivibile; soltanto chi opera in questo settore, penso, possa immaginare la mole di lavoro, la sua delicatezza e l’alta responsabilità. Quando contattato, in vista della successione all’incarico di direttore di Caritas Italiana, mi chiesero cosa pensassi dell’incarico che mi veniva offerto, risposi che da quando sono sacerdote non ho mai disobbedito ai superiori. Con questo spirito di timore, ma anche di abbandono e di fiducia inizio questa nuova avventura sentendomi, come Abramo, sradicato dalla mia amata terra-diocesi per continuare il servizio di ministro in altro posto ma sempre nell’unica amata Chiesa di Cristo”.

Leggi anche l’approfondimento: “Il nuovo direttore della Caritas Italiana”

Sono più di 1.000 le vittime provocate dal tifone Washi nelle Filippine. L’impegno della Caritas

È salito a più di mille il bilancio delle vittime a causa del tifone che a dicembre scorso ha coinvolto l’isola di Mindanao, a Sud dell’arcipelego delle Filippine. Decine di migliaia di sfollati vivono in condizioni difficilissime a casua di questa ennesima calamità.

Tifone Filippine 2011 (2)

A seguito dell’appello lanciato dal pontefice, Benedetto XVI, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana il 20 dicembre 2011 ha messo a disposizione 1.000.000 di euro invitando «a pregare e a sostenere le iniziative di solidarietà».

La Caritas Italiana si è prontamente attivata in collaborazione con la Caritas delle Filippine, mettendo a disposizione 100.000 euro per i primi interventi, e allo stesso tempo fa appello alla generosità di quanti vogliono contribuire a sostegno delle iniziative avviate, assicurando un accompagnamento anche dopo la fase di emergenza.

Presentazione del Dossier Statistico Immigrazione 2011

Dossier Statistico Immigrazione 2011
Il Dossier Statistico Immigrazione Caritas/Migrantes, giunto alla XXI edizione, è stato presentato il 27 ottobre 2011 a Roma e in tutte le regioni italiane.

In Sardegna il Dossier è stato presentato a Cagliari (presso il Teatro S. Eulalia) e a Olbia (nella Sala conferenze della Provincia di Olbia-Tempio): i due capoluoghi delle province sarde con la maggiore presenza di immigrati.

Documenti scaricabili (XXI edizione):

Inviti per la presentazione del Dossier in Sardegna (Cagliari e Olbia, 27 ottobre 2011)
Comunicati stampa (Cagliari e Olbia)
Tabella di sintesi dei dati relativi alla Sardegna (Dossier 2011)
Scheda sintetica del Dossier 2011
Video di presentazione del Dossier 2011 realizzato da Rai News

Prosegue l’accoglienza dei profughi dalla Libia da parte delle Caritas sarde

Lampedusa_12

 

Sono numerosi i profughi provenienti prima dalla Tunisia e poi dalla Libia, sbarcati a Lampedusa nel 2011 ed ospitati – anche dalle Caritas sarde – per mezzo del programma coordinato dalla Protezione Civile. La “rete Caritas” si è attivata da subito, mettendo a disposizione numerosi posti di accoglienza.

Attualmente (giugno 2012) in Italia sono 2.877 le persone ospitate nei Centri delle diocesi impegnate nell’accoglienza.

Attraverso il monitoraggio effettuato da Caritas Italiana è possibile avere un quadro aggiornato sulle presenze effettive presso le strutture messe a disposizione dalle Caritas diocesane italiane.

In Sardegna, nel complesso, risultano attualmente ospiti 469 profughi (di cui 156 accolti dalle diocesi, al giugno 2011). Le Caritas diocesane coinvolte nell’accoglienza sono le seguenti: Ales-Terralba, Alghero-Bosa, Cagliari, Iglesias, Ozieri e Tempio-Ampurias.

Intanto il Viminale rende noto che la Commissione territoriale (di Roma) per il riconoscimento della protezione internazionale ricomincerà a Cagliari, a partire dall’ultima settimana di giugno (2012), le audizioni dei richiedenti asilo giunti da Lampedusa. Si tratta di circa 350 migranti che, in attesa di tale colloquio, risiedono da oltre un anno in Sardegna.

Clicca qui per leggere il comunicato.

Clicca qui per scaricare il testo di una ricerca sullo stato del sistema di asilo in Italia, dal titolo “Il diritto alla protezione. La protezione internazionale in Italia. Quale futuro?”, presentata a Roma il 25 giugno 2012.

 

ITAS DIOCESANA DI PROFUGHI OSPITATI %
Ales-Terralba 20 9,9
Alghero-Bosa 12 5,9
Cagliari 138 68,0
Iglesias 9 4,4
Ozieri 15 7,4
Tempio-Ampurias 9 4,4
Totale Caritas Sardegna 203 100,0

Pubblicato il Rapporto 2011 su povertà ed esclusione sociale in Sardegna

copertina_rapporto_povertàPovertà, impoverimento e misure di contrasto del disagio dall’esperienza delle Caritas della Sardegna

Rapporto 2011 su povertà ed esclusione sociale in Sardegna

Villacidro, 29 dicembre 2011 – ore 14.15

Sala conferenze del Consorzio industriale del Medio Campidano

Conferenza stampa

Si svolgerà a Villacidro il 29 dicembre 2011, con inizio alle ore 15.00, la XXV Marcia della Pace (dedicata al tema “Educare i giovani alla pace”), promossa dalla diocesi di Ales-Terralba. L’appuntamento è presso la Chiesa di S. Ignazio da Laconi (Zona industriale).

Prima della partenza, alle ore 14.15, in una sala vicino alla Chiesa (“Sala conferenze del Consorzio industriale del Medio Campidano”)* saranno presentati i principali dati aggiornati sulle povertà, contenuti nel Rapporto 2011 su povertà ed esclusione sociale in Sardegna della Caritas regionale. La presentazione sarà curata dal dott. Raffaele Callia, responsabile del Servizio Studi e Ricerche della Delegazione regionale Caritas Sardegna. Verrà messo a disposizione dei giornalisti un estratto della ricerca e saranno disponibili diverse copie del Rapporto.

Sono previsti gli interventi del Vescovo di Iglesias, incaricato della Conferenza Episcopale Sarda per il Servizio della carità, S.E. Mons. Giovanni Paolo Zedda, e del delegato regionale della Caritas, don Roberto Sciolla. I lavori saranno coordinati da don Angelo Pittau, presidente del Comitato promotore della Marcia della Pace.

All’iniziativa parteciperanno rappresentanze delle istituzioni, del mondo ecclesiale, delle associazioni di volontariato e di terzo settore, dei sindacati, dei lavoratori, della scuola, della cultura e tanti cittadini.

Alla Marcia, oltre alle parrocchie della diocesi di Ales-Terralba, parteciperanno le associazioni di volontariato della Sardegna, numerose scuole, gruppi, movimenti ecclesiali, rappresentanti del mondo del lavoro, sindacati. Tutti i cittadini sono invitati ad aderire e partecipare in unità di intenti e di impegno per manifestare la volontà di combattere contro la povertà e l’esclusione sociale, unitamente all’impegno ad educare i giovani alla pace.

Per informazioni: studiericerche@caritassardegna.it

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* Dirigersi verso Sanluri. Arrivati a Sanluri lasciare la S.S. 131 e proseguire per San Gavino Monreale (S.S. 197), quindi svoltare a sinistra per Villacidro (S.P. 61) e al Km 4 svoltare a destra.

Corno d’Africa: siccità e carestia

In risposta all’invito fatto dal pontefice a confribuire in favore delle popolazioni nel Corno d’Africa, colpite da una grave siccità e dalla conseguente carestia, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha invitato le comunità ecclesiali a pregare e a sostenere le iniziative di solidarietà promosse da Caritas Italiana.

cornoafrica

Dopo un silenzio imbarazzante, la comunità internazionale si sta finalmente occupando di quanto sta avvenendo nell’Africa orientale. Come ha titolato il giornale “L’Osservatore Romano” nell’edizione del 20 luglio, “il mondo si accorge della Somalia affamata”. Un’area di per sé già segnata da drammatici conflitti interni, aggravati dal sostanziale abbandono da parte della comunità internazionale, è alle prese con una siccità e una carestia senza precedenti, le quali stanno mettendo in pericolo oltre dieci milioni di abitanti. La stessa Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha convocato una riunione straordinaria il 25 luglio (su istanza della Francia, alla presidenza di turno del G20), al fine di lanciare un programma speciale di aiuti.

La siccità di quest’ultimo periodo ha di fatto aggravato una situazione in cui le organizzazioni internazionali, comprese quelle non governative, avevano già ridotto il proprio impegno anche a causa di una sensibile riduzione dei finanziamenti negli ultimi anni. In queste ore, peraltro, la Conferenza Episcopale Italiana ha deciso di destinare 1 milione di euro per l’emergenza siccità nel Corno d’Africa, con un impegno rafforzato anche da parte di Caritas Italiana, con 300 mila euro e un contatto pressoché ininterrotto con le Caritas africane attive in quell’area.

Si è chiusa la XIX Assemblea Generale di Caritas Internationalis

In 60 anni Caritas Internationalis ha risposto con amore e opere ai bisogni della persona umana, in un mondo caratterizzato dall’ingiustizia e dalla disiguaglianza.

Era il dicembre del 1951, quando l’allora sostituto alla Segreteria di Stato, mons. Giovanni Battista Montini (futuro Paolo VI), osservò con soddisfazione il frutto del suo minuzioso lavoro. L’aver ispirato con sapienza la redazione dello Statuto di Caritas Internationalis, l’organismo della Chiesa universale che al giorno d’oggi raccoglie in confederazione 165 Caritas nazionali, ha permesso di dare un’impronta ben precisa a tale organismo, sorto con lo scopo di orientare e coordinare le attività umanitarie della Chiesa cattolica, favorendo allo stesso tempo una precisa azione in favore dello sviluppo dei popoli. Un tema assai caro al pontefice Paolo VI, che nella sua enciclica Popolorum Progressio indicherà molto chiaramente come lo sviluppo “è il nuovo nome della pace”.

 

paolo vi

 

Dal 22 al 27 maggio, riunita a Roma nella XIX Assemblea generale presso la Domus Mariae, Caritas Internationalis ha avuto modo di festeggiare i suoi 60 anni di vita (in questo stesso anno Caritas Italiana festeggia i 40 anni), chiamando a raccolta più di 50 vescovi e 300 delegati appartenenti alle 165 Caritas confederate.

È spettato al cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, attuale presidente di Caritas Internationalis (riconfermato proprio in questi giorni nel suo incarico per un nuovo mandato quadriennale), il compito di aprire i lavori dell’Assemblea generale all’insegna dello slogan “Una famiglia umana, povertà zero”. Si tratta ben più di uno slogan, ha dichiarato il cardinale Maradiaga: “è una sintesi della nostra volontà di lottare contro l’ingiustizia e la povertà. È una espressione semplice del nostro modo di concepire il mondo”.

La circostanza dell’Assemblea generale non rappresenta solo un’occasione celebrativa per Caritas Internationalis, visto che ricorre un momento importante per la sua organizzazione interna. Di comune accordo con la Santa Sede, infatti, si sta procedendo al rinnovo sia dello Statuto sia del regolamento interno. I delegati convenuti a Roma, inoltre, sono chiamati a condividere le indicazioni strategiche per i prossimi quattro anni e oltre ad eleggere il presidente (poi confermato, come si è rilevato precedentemente, nella persona del cardinale, Maradiaga) dovranno pure individuare il nuovo Tesoriere, il Segretario Generale, così come i rappresentanti dell’Organo direttivo e del Comitato Esecutivo.

Dopo lo statuto approvato “ad experimentum” alla fine del 1951, Caritas Internationalis ha ricevuto un nuovo status giuridico nel 2004 attraverso un chirografo del Beato Giovanni Paolo II, dal titolo “L’ultima cena”. Con tale documento Caritas Internationalis si è trasformata in “persona giuridica pubblica” nell’ambito della Chiesa universale. Come confederazione sui generis, ha precisato il cardinale Maradiaga, “riuniamo le organizzazioni Caritas del mondo, secondo il piano dei Vescovi locali o delle rispettive Conferenze Episcopali. Come “persona giuridica pubblica”, Caritas Internationalis è uno strumento del Santo Padre che è rappresentato dalla Segreteria di Stato, Cor Unum e dagli altri dicasteri incaricati della carità e della giustizia”.

Sono trascorsi 60 anni e molte cose sono cambiate: è mutata la società ed è cambiata la stessa Chiesa, ma la missione della Caritas è rimasta sempre la stessa. Come ha ricordato il ri-eletto presidente di Caritas Internationalis, “la nostra missione è servire i poveri […]. Questa è la nostra ragion d’essere e per ciò è nel cuore della missione della diaconia della Chiesa. Per molti bisognosi, Caritas è l’amato volto di Cristo che porta aiuto e conforto, rispetto e riconoscimento. Come Caritas, siamo chiamati ad essere testimoni del Suo amore e lo facciamo con entusiasmo”.

 

È possibile consultare il materiale relativo alla XIX Assemblea Generale di Caritas Internationalis direttamente in una sezione apposita creata nel sito di Caritas Internationalis:

 XIX AG di CI