Una nuova narrazione del fenomeno delle migrazioni al centro del seminario on line organizzato da Caritas e Migrantes Sardegna

Una nuova narrazione del fenomeno delle migrazioni al centro del seminario interpastorale online svoltosi questo pomeriggio e organizzato dalla Delegazione regionale Caritas Sardegna e da Migrantes regionale in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Sardegna e con l’UCSI Sardegna. Continue reading

Verso il 50° di Caritas Italiana: il direttore don Francesco Soddu racconta l’impegno durante la pandemia e i prossimi interventi

Continua il cammino di riflessione portato avanti da Caritas Italiana in vista del suo 50° anniversario (2 luglio 2021): un percorso segnato dalla pandemia, caratterizzato da nuove criticità e sfide da affrontare come spiega lo stesso direttore don Francesco Soddu, che stamattina ha partecipato all’incontro on line con la Delegazione regionale Caritas Sardegna. Continue reading

L’8 febbraio il seminario on line “Conoscere per comprendere”. Presentazione XXIX Rapporto immigrazione Caritas e Migrantes 2020

 

Lunedì 8 febbraio 2021, dalle ore 15 alle 18, si svolgerà il seminario interpastorale online  Conoscere per comprendere. Presentazione XXIX Rapporto immigrazione Caritas e Migrantes 2020, organizzato dalla Delegazione regionale Caritas Sardegna e da Migrantes regionale in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti della Sardegna e con l’Ucsi Sardegna. Continue reading

Oltre 700 partecipanti all’evento on line sulla 34ma Marcia della pace “La cultura della cura come percorso di pace”

Una “Marcia” atipica svoltasi ieri pomeriggio online ma non meno incisiva, con oltre 700 partecipanti collegati da tutta la Sardegna e da altre regioni italiane, per riflettere sul ruolo della Chiesa, attraverso la Caritas, e di tutto il mondo del volontariato nel costruire quella “cultura della cura come percorso di pace”, al centro del messaggio di Papa Francesco in occasione della 54ma Giornata mondiale della Pace (1 gennaio 2021).
Tanti gli spunti emersi, a partire dal messaggio dell’arcivescovo di Oristano e amministratore apostolico di Ales-Terralba mons. Roberto Carboni – che non ha potuto partecipare al webinar perché impegnato nella celebrazione dei funerali di un sacerdote venuto a mancare a causa del Covid – letto dal vicario generale della Diocesi di Ales-Terralba don Piero Angelo Zedda: l’invito è a «far “camminare i cuori e la volontà” per far mettere radici a un’idea di pace che nasce dalla “cultura della cura” e che deve trovare in ciascuno di noi un seminatore attento, un annunciatore di questa parola, che trova le sue prime motivazioni nel Vangelo e nell’insegnamento di Gesù».


L’importanza del ruolo della Chiesa diocesana, attraverso la Caritas, è stata richiamata dal sindaco di San Gavino Monreale Carlo Tomasi. Oltre a essa, fin dall’inizio della pandemia, l’intero «mondo del volontariato è stato in prima linea accanto a chi è stato colpito dalle “tante pandemie” – ha ricordato Giampiero Farru, presidente CSV Sardegna Solidale – : quella di chi è stato contagiato dal virus, di chi ha perso il lavoro, di chi si è trovato in una situazione di solitudine e povertà». Ancora, il ricordo dei volontari venuti a mancare per la pandemia e il ringraziamento verso quelli impegnati a Bitti – dove lo scorso 5 dicembre si è celebrata la giornata internazionale del volontariato – all’indomani dell’alluvione. L’importanza del volontariato e della gratuità verso il prossimo è stato richiamato da Mattia Pericu (presidente Centro italiano femminile Sardegna), da Luisanna Usai (presidente dell’associazione Domus Oristano), da Nanda Sedda (CSV Sardegna Solidale); e anche dagli intermezzi musicali affidati a Davide Moreno e Nicola Frongia.
Testimone della 34ema Marcia, mons. Giuseppe Baturi, arcivescovo di Cagliari, che ha ricordato come la pandemia abbia fatto emergere delle domande sul destino dell’uomo, le fragilità, e abbia offerto «un’occasione per comprendere la correlazione tra scelte individuali e bene comune». La cultura della cura «potrà affermare un percorso di pace solo se riesce a debellare la cultura dello scarto»: ecco allora che la pandemia diventa «un’occasione straordinaria di cambiamento». Ancora, l’etica della cura è legata al non poter fare a meno di osservare, conoscere il bisogno degli altri; solo così si scopre la propria unicità e ci si prende cura anche di se stessi: ciò implica «costruire la nostra società sul principio della solidarietà».
Quest’ultimo concetto ben si connette con quello della corresponsabilità, richiamato da don Marco Statzu, direttore della Caritas di Ales-Terralba: «La nostra azione deve tendere alla responsabilizzazione: all’interno della Chiesa dobbiamo essere non solo coloro che si prendono cura, ma coloro che promuovono il prendersi cura di se stessi e degli altri». E anche al di fuori dell’ambito ecclesiale «dobbiamo essere sentinelle di questa cultura della cura: ciò hanno cercato di fare le centinaia di operatori Caritas in questo anno, e questo vogliamo continuare a fare, in sinergia con tutti coloro che si occupano della cosa pubblica».
Tra gli interventi, quello del delegato regionale Caritas Raffaele Callia, che, richiamando il Papa, ha sottolineato che la pandemia «si ripercuote nella vita di tutti i giorni e interessa tutti allo stesso modo: da essa deve scaturire il dovere della solidarietà evangelica, civile e sociale. Qui «si inserisce lo stile di osservazione della Caritas regionale, con una serie di attenzioni e interventi che ci permettono di stare al passo con i tempi: la stessa definizione della Chiesa come “ospedale da campo” da parte di Papa Francesco ci indica quell’impegno di solidarietà nel senso più alto del termine, capace di prevenire e non solo di curare, di coniugare carità e giustizia».
Il binomio pace e giustizia è stato ripreso anche da don Angelo Pittau, presidente del Comitato promotore della Marcia della pace, con lo sguardo globale alle diseguaglianze, allo sfruttamento della terra, ai conflitti nel mondo – richiamati anche dal Papa lo scorso 25 dicembre -, alle migrazioni forzate: «Mentre il nostro cuore si è indurito lasciando che il “Mare nostrum” inghiottisse tanti che per sfuggire alla guerra e alla fame si sono abbandonati alla fuga in barche diventate bare, l’Africa è diventata un continente di disuguaglianze, miseria e lotte fratricide che non risparmiano nessuno: conflitti provocati dall’imperialismo mondiale che la sfrutta, rendendola prigioniera delle banche internazionali, spegnendo la speranza dei suoi giovani. Noi amiamo l’Africa. Abbiamo imparato ad amarla in Ciad, in Tanzania, in Camerun, nel Mali, amiamo ogni terra dell’Africa, ogni popolo. Per questo gridiamo “Pace all’Africa” ».

A cura di Maria Chiara Cugusi e Stefania Pusceddu

Il 28 dicembre l’evento on line sulla 34ma Marcia della Pace “LA CULTURA DELLA CURA COME PERCORSO DI PACE. La Chiesa, la Caritas, il volontariato. Ospedali da campo in tempo di Covid”

In seguito alle ultime disposizioni anti-covid, la 34ma Marcia della pace dal titolo LA CULTURA DELLA CURA COME PERCORSO DI PACE. La Chiesa, la Caritas, il volontariato “ospedali da campo” in tempo di Covid si svolgerà ON LINE (e non in presenza a San Gavino Monreale come precedentemente previsto e comunicato). Essa è promossa dalla Diocesi di Ales-Terralba, attraverso la Caritas diocesana, e organizzata in collaborazione con la Delegazione regionale Caritas Sardegna, il CSV Sardegna Solidale e il Comune di San Gavino Monreale.

Per partecipare al webinar (evento on line) occorre iscriversi al seguente link:

https://register.gotowebinar.com/register/8482677644522566667

La procedura per iscriversi è molto semplice: al momento dell’iscrizione, ciascun iscritto riceverà tutte le informazioni necessarie per partecipare all’iniziativa (massimo 3000 partecipanti).

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IMPEGNO CARITAS: la nuova newsletter delle Caritas diocesane della Sardegna. Il primo numero “La famiglia luce di speranza” dedicato all’Avvento/Natale 2020

“La famiglia luce di speranza” al centro del primo numero della newsletter delle Caritas diocesane della Sardegna intitolata IMPEGNO CARITAS, dedicata all’Avvento/Natale 2020 e realizzata dalle Caritas diocesane sarde.

Questo nuovo strumento, realizzato attraverso il coordinamento regionale comunicazione – in continuità con il foglio informativo web per le Caritas parrocchiali pubblicato dalla stessa Caritas regionale lo scorso maggio e incentrato sull’impegno delle Caritas durante la pandemia  – ha l’obiettivo non solo di rafforzare l’informazione sulle attività delle Caritas diocesane sarde, ma anche quello di offrire una riflessione pastorale, nell’ottica dell’animazione alla testimonianza della carità: destinatarie privilegiate le Caritas parrocchiali, ma anche tutte quelle altre realtà impegnate sui temi della solidarietà e del volontariato nei territori diocesani. Uno strumento che la stessa Caritas regionale ha voluto lanciare proprio in occasione di uno dei momenti più significativi dell’anno liturgico, quello dell’Avvento/Natale, partendo proprio dall’immagine della Sacra famiglia che richiama i temi dell’accoglienza, del servizio e della promozione umana, in modo ancora più significativo nell’attuale contesto di pandemia.

«Siamo ancora immersi nella prova di un’emergenza che non sta risparmiando nessuno – scrive il Vescovo delegato della Conferenza episcopale sarda per il servizio della carità mons. Giovanni Paolo Zedda nella sua introduzione-.  In tanti di noi e dei nostri fratelli il cuore è stretto dalla paura, le relazioni sembrano sospese, così come molte attività. È una situazione inedita, ma non dobbiamo chiuderci alle sorprese di Dio: noi crediamo che Lui continua a guidare la storia, in modo misterioso ma provvidenziale, come sempre. (…)». L’immagine richiamata dal vescovo è quella della Famiglia di Nazaret, sulle orme della quale «anche noi siamo chiamati ad aprirci a Dio e ad ogni uomo e donna, ad ogni famiglia e comunità. Possiamo farlo, personalmente e come Caritas parrocchiale, nella sua missione di animare con l’amore di Dio tutta la comunità cristiana».  La celebrazione dell’Avvento, come conclude il vescovo,  «ci spinge a pregare affermando che il nostro tempo è quello nel quale “osiamo sperare vigilanti nell’attesa”, come si esprime un Prefazio nella celebrazione eucaristica. Vogliamo davvero “osare sperare” e guardare al futuro con fiducia, nella consapevolezza che la nostra vita già appartiene a Dio. Anche nella situazione di desolazione e sconforto che oggi coglie tanta parte della nostra società, il Natale di Cristo ci apre alla speranza non solo di poter ricevere un supplemento di vita ma una nuova Vita. (…)».

La pubblicazione è disponibile cliccando qui, dove potrà essere anche “scaricata” in versione pdf.

(A cura di Maria Chiara Cugusi, servizio comunicazione Caritas Sardegna)

La solidarietà delle Caritas sarde alla Diocesi di Nuoro colpita dall’alluvione

La Delegazione regionale Caritas della Sardegna, fin dalle prime ore successive ai terribili danni causati dall’alluvione del 28 novembre a Bitti, ha espresso la vicinanza fraterna alle famiglie colpite dalla perdita improvvisa dei propri cari e alla comunità bittese tutta. Da quel momento è in contatto con la Caritas diocesana di Nuoro e con Caritas Italiana, per registrare eventuali necessità non ancora intercettate riguardo a fragilità delle famiglie bittesi colpite dall’alluvione. Continue reading

La Delegazione regionale Caritas pubblica on line il Report 2020 su povertà ed esclusione sociale e il Rapporto annuale 2019-2020

Oggi, lunedì 9 novembre 2020, in vista della Quarta Giornata mondiale dei Poveri indetta da Papa Francesco, la Delegazione regionale Caritas pubblica on line il Report 2020 su povertà ed esclusione sociale dall’osservazione delle Caritas della Sardegna e il Rapporto annuale della Delegazione. Attività, progetti ed esperienze formative 2019-2020.

In considerazione della situazione epidemiologica da Covid-19, la presentazione dei Rapporti non avverrà, come di consuetudine, in presenza. Tutti i materiali (versioni integrali, inserti e schede di sintesi per i media), sono disponibili a partire dalle ore 9.30 di oggi, all’interno di questo articolo.

 

«É vivo desiderio della Chiesa – scrive Mons. Giovanni Paolo Zedda, Vescovo delegato della CES per il Servizio della Carità, nella sua presentazione – che questi due Rapporti siano utili anzitutto alle stesse Caritas diocesane per comprendere meglio la realtà attuale in cui sono chiamate ad operare. La Chiesa si augura che essi contribuiscano ad animare l’intera comunità cristiana nell’accoglienza e nell’accompagnamento di ogni fratello, a partire dagli “ultimi”. Ma è anche auspicabile che stimolino l’azione delle istituzioni civili per una sempre più adeguata legislazione a contrasto delle povertà e dei bisogni che impediscono a tanti la piena realizzazione di sé». (Scarica la presentazione di Mons. Zedda)


Nel Report 2020 su povertà ed esclusione sociale vengono esaminate le problematiche emergenti relative alla povertà e ai bisogni rilevati sul territorio regionale nel 2019, sulla base dei dati forniti dai Centri d’ascolto delle Caritas diocesane della Sardegna, strumenti privilegiati di incontro e osservazione del disagio. Inoltre, vengono presi in considerazione i primi effetti sociali della pandemia da Covid-19 ancora in corso, con un importante approfondimento tematico su “povertà e salute” in Sardegna.

Scarica la versione integrale del Report 2020 su povertà ed esclusione sociale
Scarica la sintesi per i media del Report 2020 su povertà ed esclusione sociale

Oltre a ciò, per la seconda volta, oltre all’analisi delle povertà, anche quest’anno verrà fornita in simultanea la descrizione di alcune risposte progettuali proposte dalle Caritas diocesane dell’Isola, in particolare sul tema salute, avviate o proseguite nel corso dello stesso anno, attraverso il Rapporto annuale della Delegazione. Attività, progetti ed esperienze formative 2019-2020. All’interno di quest’ultimo sono inclusi l’inserto sulla Terza Giornata mondiale dei poveri e quello intitolato L’impegno delle Caritas della Sardegna al tempo del Covid-19.

Scarica la versione integrale del Rapporto annuale 2019-20
Scarica l’inserto sulla Terza Giornata Mondiale dei Poveri

Scarica la sintesi per i media del Rapporto annuale 2019-20
Scarica l’inserto “L’impegno delle Caritas della Sardegna al tempo del Covid-19”

 

 

Povertà ed esclusione sociale in Sardegna, intervista al delegato regionale Caritas Raffaele Callia

Il Report 2020 della Delegazione regionale Caritas su povertà ed esclusione sociale in Sardegna, e il Rapporto annuale 2019-2020 su attività, progetti ed esperienze formative, pubblicati su www.caritassardegna.it in occasione della IV Giornata mondiale dei poveri (15 novembre 2020) descrivono i bisogni e le risposte attivate dalle Caritas sarde nell’ultimo anno. Il delegato regionale e responsabile del servizio studi e ricerche della Caritas Sardegna Raffaele Callia spiega le novità e i punti salienti emersi.

 

Quali sono i fenomeni più rilevanti sull’andamento della povertà in Italia e in Sardegna?

«Il 2019 è segnato da una diminuzione della povertà relativa in Italia; tra i cali più significativi quello registrato in Sardegna: circa 94mila le famiglie residenti che vivono in questa condizione rispetto alle 141mila del 2018 (dal 19,3% a 12,8%): ciò, secondo l’ISTAT, è dovuto al miglioramento dei livelli di spesa delle famiglie meno abbienti, concomitante con l’introduzione del “reddito di cittadinanza” e della “pensione di cittadinanza”. Tale andamento ha subito nel 2020 un’inversione di tendenza, a causa della pandemia, con un calo del PIL nei primi mesi del 2020 del 12% (dati Banca d’Italia) e con una crescita delle diseguaglianze sociali»

 

Quali sono state le conseguenze più rilevanti correlate alla pandemia da Covid-19?

«Essa ha fatto emergere non solo fragilità economiche – soprattutto dei giovani e dei lavoratori precari –  ma anche una serie di altre criticità correlate al “confinamento”: basti pensare alla cosiddetta “sindrome della capanna”, alle problematiche legate alla “didattica a distanza”(DAD), alle fragilità psicologiche e morali di chi vive il problema della solitudine, in primis gli anziani. Difficoltà di fronte a cui le Caritas hanno moltiplicato gli sforzi per attivare o rimodulare i loro interventi, dando vita a quella “fantasia della carità” auspicata da Papa Francesco: dall’ascolto telefonico e dalla distribuzione di viveri  all’acquisto dei dispositivi per la già citata DAD destinati alle famiglie fragili»

 

Quali sono i dati principali emersi dai Centri d’ascolto delle Caritas sarde?

«In corrispondenza con il calo della povertà relativa in Italia, anche nelle dieci Caritas sarde si registra una diminuzione delle persone ascoltate, 6.876 nel 2019 rispetto a 7.903 nel 2018 (-13%): anche in questo caso, come suggerito dall’ISTAT, si potrebbe ipotizzare che ciò sia avvenuto in concomitanza con l’introduzione delle già citate misure di sostegno al reddito, percepite anche da molte persone che si rivolgono alle Caritas (complessivamente, stando ai dati INPS, sono 50mila i nuclei beneficiari di tali misure residenti in Sardegna). Se negli anni scorsi erano soprattutto le donne a chiedere aiuto, quest’anno assistiamo a un riequilibrio, con una lieve preponderanza degli uomini: persone con un’età media di 47 anni, che vivono in famiglia, per lo più disoccupate (oltre il 60%). Prevalgono i bisogni legati al lavoro, e agli altri problemi economici, molti dei quali correlati all’impossibilità di sostenere cure, terapie, acquisto di farmaci. Richieste e interventi sono speculari e riguardano soprattutto beni e servizi materiali (viveri, vestiario, aiuti per far fronte alle spese sanitarie, sostegno economico)»

 

Novità di quest’anno è il focus sul tema salute: cosa emerge in questo senso?

«Il Focus è la nostra lente di ingrandimento sulle fragilità di un sistema sanitario pubblico che fatica a dare risposte adeguate: non è naturale che tanti si rivolgano alla Caritas per far fronte a una cura, a una visita medica o a un “viaggio della speranza”. Registriamo, inoltre, che problemi sanitari ricorrenti riguardano la salute mentale: tanti casi di depressione, malattie psichiche che dovrebbero meritare più attenzione da parte delle istituzioni. Nel nostro essere “prossimi”, abbiamo anche il dovere di denunciare un rischio di indebolimento della tutela di salute pubblica, secondo quello che è il nostro doppio mandato: non solo dare risposte ai bisogni, ma fare anche un’opera di  “advocacy”, spingendo le istituzioni a legiferare tenendo conto della persona nella sua interezza».

A cura di Maria Chiara Cugusi – Servizio Comunicazione Caritas Sardegna

 

Covid-19, il sostegno di Eridania a Caritas italiana e alle Caritas diocesane grazie alla donazione di prodotti destinati alle famiglie bisognose

Di fronte alla crescita preoccupante delle richieste di aiuti alimentari emersa da una prima rilevazione nazionale effettuata da Caritas Italiana dopo l’inizio della pandemia, Eridania ha deciso di garantire il proprio sostegno alla Caritas nazionale, grazie alla donazione di 60.000 confezioni di 1 kg di zucchero che saranno distribuite alle Caritas diocesane dell’intero territorio nazionale. Di queste, 1500 confezioni di 1 kg di zucchero ciascuna saranno destinati alla Delegazione regionale Caritas Sardegna e poi distribuiti a tutte le Caritas diocesane dell’Isola, impegnate a supportare le persone in difficoltà, grazie ai volontari e ai molteplici servizi che garantiscono quotidianamente la consegna dei beni alimentari e di prima necessità alle persone bisognose.

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