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Caritas Italiana incontra la Delegazione regionale di Caritas Sardegna

Don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, si è recato a Tramatza (provincia di Oristano), dove ad attenderlo ieri c’era la Delegazione di Caritas Sardegna con i direttori e i membri delle equipe delle Caritas diocesane. “L’incontro annuale di Caritas Italiana con la delegazione”, ha detto don Marco Pagniello,-“ è sempre un momento importante di ascolto reciproco per discernere insieme quali sono le priorità da portare avanti e che cosa il Vangelo ci chiede oggi”

In una mattinata ricca di spunti e di riflessioni si è parlato a lungo del ruolo delle delegazioni regionali che per don Marco Pagniello sono una preziosa risorsa perché  sono luoghi fondamentali di confronto, partecipazione e analisi in cui i direttori delle Caritas diocesane condividono la lettura dei bisogni dei territori e costruiscono risposte comuni.

Mons. Antonello Mura,  presidente della Conferenza Episcopale Sarda, ha ringraziato il direttore di Caritas Italiana per la sua presenza che permette di dare uno sguardo a livello regionale alle nostre esperienze. L’invito di Mons. Mura è quello di” prestare attenzione non solo a cosa vogliamo  realizzare ma anche i piccoli gesti che preparano i grandi segni, fidandoci del Signore perché è lui a sapere cosa realizzare e come. Noi ci mettiamo al suo servizio e non possiamo mettergli fretta”.

C’è poi un tema che ha guidato l’incontro, richiesto proprio dalla delegazione, ovvero la progettazione socio – pastorale, per capire quali nuovi sfide ci attendono. Don Marco Statzu, delegato regionale di Caritas Sardegna,  introducendo i lavori ha sottolineato lo stile che oggi ci guida nella progettazione e che rende protagonisti i poveri. “ Progettare”, afferma,“significa oggi costruire progetti  non solo per i poveri ma con i poveri”. Progetti che per il direttore di Caritas Italiana sono segni di speranza. “Abbiamo bisogno di opere che annuncino il Vangelo e indichino la nuova via”,precisa don Marco Pagniello.

Nel 55esimo di Caritas Italiana lo sguardo è rivolto al futuro e alle nuove sfide per la progettazione socio- pastorale che vedono prioritari l’ascolto del territorio, la capacità di coinvolgere e costruire comunità, garantendo una vera sostenibilità ai progetti cercando anche di diversificare le fonti di approvvigionamento.

Don Marco Pagniello ci ricorda che c’è bisogno di relazione, di educare le comunità ad avere un cuore che vede, di rilanciare i Centri di Ascolto che coinvolgono e animano le caritas parrocchiali ma anche tutta la comunità,. Occorre prendersi cura delle nostre opere che devono portare frutti, e soprattutto occorre progettare insieme. La Delegazione in tutto questo ha un ruolo fondamentale come luogo un cui ci si confronta, si cresce. Un  luogo in cui accompagnare ma anche imparare a camminare insieme. Certo, ci sono i punti deboli e le criticità e don Marco Pagniello non le nasconde perché è importante  capire come si sta progettando per assicurarsi che la priorità sia sempre quella di prendersi cura della comunità e dei poveri.

 E poi bisogna farsi una domanda importante: quanto siamo capaci di condividere? E sulla coprogettazione e coprogrammazione, in cui don Marco Pagniello crede fermamente, come strumento per lavorare insieme, si possono  unire le forze, per condividere esperienze comuni che diventano opportunità grazie allo scambio di prassi.

Sono tante le novità in serbo e le sfide che ci attendono, ma alla base tutto ci deve essere il dialogo e la volontà di aiutarsi reciprocamente  “Chi ha aiuta chi non ha”, questo dovrebbe essere il modus operandi. Si può lavorare e crescere insieme mettendo a frutto le competenze.

Mons, Mura, in chiusura, dopo gli interventi e domande dei presenti, ha ringraziato don Marco Pagniello per l’input giusto fornito. Si è detto favorevole a valorizzare le competenze ma ha anche invitato  a leggere davvero i bisogni  pensando a progettare con l’obiettivo di rispondere a questi senza immaginare una progettazione finalizzata solo a mettere a frutto le competenze.

Un secondo momento è stato dedicato al tema della Tutela dei minori e delle persone fragili sul quale la Caritas intende promuovere percorsi di formazione e animazione.  La presentazione del servizio è stata fatta grazie alla ricca introduzione di Chiara Griffini, presidente del servizio nazionale Cei per la Turela dei minori e delle persone vulnerabili. Dopo aver illustrato storia e obiettivi, individuando situazioni di rischio e contesti da osservare per lavorare sulla prevenzione,  ha passato  la parola alla referente del servizio regionale dottoressa Valeria Aresti che ha sottolineato il valore della formazione, della conoscenza, rimarcando l’importanza di collaborare con uno  sguardo comune per raggiungere un bene comune: il bene delle persone vulnerabili.

Per la Caritas è l’inizio di nuovo percorso che mette al centro dell’attenzione i minori vulnerabili,  ma soprattutto adulti vulnerabili che incontriamo nei nostri servizi. Si  comincerà con un importante lavoro di mappatura e raccolta informazioni sulle esperienze locali. L’invito è a non concentrarsi solo su luoghi,  ma a prestare la massima attenzione a tanti altri contesti e prassi. È importante partire dalla conoscenza e dalla formazione, per capire come gestire meglio situazioni di vulnerabilità.

 Cosa resta alla fine di questa giornata? Il desiderio di lavorare insieme, raccontare il territorio, rafforzare la rete; costruire risposte adeguate ai bisogni delle persone.

Come sottolinea il delegato regionale don Marco Statzu: “La delegazione regionale di Caritas  Sardegna si è incontrata con il direttore di Caritas Marco Pannello per rafforzare i legami e soprattutto anche per ricordarci quali sono i nostri compiti. cioè quello in particolare legato al servizio della formazione , dell’animazione Caritas, la  promozione umana, la mondialità e anche della comunicazione,  servizi preziosi che la delegazione condivide con tutte le 10 Caritas diocesane e che rafforzano sempre di più anche il lavoro che noi facciamo poi nei nostri territori e nelle nostre diocesi”

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