Aspettando il nuovo rapporto delle Caritas diocesane rileggiamo insieme le storie raccolte nel 2024
Francesca (nome di fantasia) è una giovane mamma di trent’anni. Si è rivolta alla Caritas diocesana qualche anno fa perché aveva necessità di un supporto per la cura dei suoi figli ed è stata presa in carico dal “Centro mamma”, un centro di ascolto specifico per le mamme in difficoltà. Qui ha trovato un luogo e persone accoglienti capaci di dedicare tempo e ascolto alla sua storia. Francesca è mamma di quattro bambini di cui il più grande ha sei anni e il più piccolo è in arrivo. Nella sua vita, che condivide con il suo compagno, si occupa esclusivamente della sua famiglia dedicando tutto il suo tempo alla cura dei piccoli con i quali trascorre le sue giornate, ad eccezione dei momenti in cui loro sono a scuola o all’asilo nido. Insieme trascorrono i pomeriggi al parco, a casa a fare delle attività o in altri luoghi di socializzazione in cui condividere momenti anche con altri bambini.
Attualmente, trovandosi in stato di gravidanza, per di più a rischio, non lavora e per questo l’unica fonte di sostentamento familiare è quella del compagno che svolge servizio nelle ambulanze e per il quale riceve un rimborso spese. Vivono in una casa in affitto al quarto piano senza ascensore troppo piccola per le esigenze di una famiglia così numerosa che comporta diverse spese di gestione, difficili da affrontare con una sola entrata economica. Inoltre, due dei bambini hanno dei problemi.
Le manine strette dei bambini di Francesca di salute per i quali sono costretti a viaggiare in alcuni periodi dell’anno per alcune visite specialistiche. Francesca racconta che, per affrontare tutte le spese dei bambini, lei e il suo compagno sono costretti a rinunciare ad alcuni dei loro bisogni, infatti dice: «Teniamo molto stretta la cinghia, perché pensiamo più al fatto del mangiare dei bambini, delle medicine dei bambini. Ci leviamo le cose noi per loro, magari non mi curo io per curare loro».
La rete di persone attorno a Francesca è costituita dal suo papà, con il quale ha un forte legame, che, oltre a darle una mano con le spese, si prende cura dei suoi figli, in particolare del più grande con il quale trascorre molto tempo cercando di tramandargli la sua passione per la poesia e la pittura. È inoltre molto legata ad un caro amico, che la aiuta tanto nei momenti in cui il compagno e il papà sono impossibilitati per il lavoro. I bambini trascorrono anche diversi pomeriggi al “Punto Luce”, una struttura ad alta intensità educativa, finanziata e promossa da “Save the Children”, che offre tante occasioni di crescita e sviluppo attraverso diverse e stimolanti attività portate avanti da enti ed associazioni del territorio.
Nonostante la rete di persone ed enti tra cui la Caritas, Francesca dice di essersi sentita spesso sola, come tante altre mamme nella sua situazione. A suo avviso il supporto per le famiglie in difficoltà non dovrebbe essere solo economico ma di prossimità e accompagnamento in un momento così importante e delicato come l’attesa di un figlio. Ancor più se, come nel suo caso, le mamme sono costrette ad affrontare il dolore della malattia di un figlio. «Noi mamme siamo molto sensibili e avremmo bisogno di avere qualcuno che ci stia accanto soprattutto nei momenti difficili che si attraversano. Io nella cura dei miei figli mi sono sentita un po’ sola» riferisce.
La vita di Francesca è molto faticosa, ma non tanto da impedirle di sognare sul suo futuro: il suo desiderio più grande infatti è quello di riprendere gli studi, diplomarsi e
poter frequentare il corso come Operatore socio sanitario per potersi prendere cura delle persone più fragili come ha sempre desiderato da bambina: «Io amo aiutare gli altri già da piccolina, le signore del mio paese erano tutte innamorate di me perché anziché giocare con i bambini della mia età stavo spesso con loro e me ne prendevo cura aiutandole buttando la mondezza, facendo la spesa, etc…». In questo sarà sicuramente supportata dal “Centro mamma”, il cui obiettivo è proprio quello di accompagnare e sostenere le donne nei propri progetti di vita senza dover rinunciare ai propri sogni solo perché mamme.
Lidia Lai

