Ozieri, teatro gremito per il Convegno Diocesano con Andrea Riccardi

“Un appuntamento utile ed importante” lo aveva definito lo stesso Andrea Riccardi alla vigilia del suo arrivo a Ozieri: e di fatto il Convegno Diocesano “Il Mediterraneo, i profughi e le nostre terre” non ha tradito le aspettative dei numerosi partecipanti che il 15 giugno hanno fatto registrare il sold out al Teatro Civico come per una prima esclusiva.

Che il tema fosse di pressante attualità lo ha mostrato la presenza di autorità civili, militari e religiose, oltre all’illustre selezione di relatori che ha visto l’esordio del neoeletto sindaco Marco Murgia e l’intervento del Prefetto Marani, anch’esso di recente nomina, che non ha mancato di sottolineare le comuni origini con “L’ONU di Trastevere”, come viene definita la Comunità di Sant’Egidio per il suo impegno internazionale.

Presente anche Libera, con presidio locale “don Puglisi” e il Referente regionale Farru, sostenitore delle grandi sfide dell’integrazione in Sardegna,“una terra in mezzo al mare, in un mare situato in mezzo alle terre”: non solo un titolo dunque, ma il Mediterraneo, vero oggetto della discussione, ha fatto da filo conduttore tra i diversi contributi occupando quasi integralmente lo stesso argomentare di Riccardi.

Un crocevia di accadimenti, una cerniera tra due mondi, un luogo di morte ed insieme di coabitazione sono alcune delle tantissime declinazioni con cui il “Mare Nostrum” si riveste di significati, un testimone privilegiato che, con la sua storia millenaria, è capace di fornire le risposte adeguate agli interrogativi su cui la politica mondiale dibatte a proposito di migrazioni e dei flussi economici ad esse legati.

“Il mare unisce anche quando non si vuole essere uniti” ha esordito il Fondatore di Sant’Egidio citando Braudel, e ricordando che su queste stesse coste sono nate le tre grandi civiltà che oggi continuano a confluirvi: quella dell’occidente cristiano, quella dell’Islam e quella greco-bizantina, universi talora ostili che si sono affermati e combattuti in un unico contesto di straordinaria vitalità, senza tuttavia estinguersi. “Essere mediterranei è una condizione dell’esistenza – ha proseguito – e le nostre frontiere sono un invito allo scambio, una ricchezza e un modo per essere indifesi”: se il rifiuto della storia è perciò un’illusione, l’unica via perseguibile è quella di un’integrazione necessaria, in cui la cultura dell’incontro superi l’incultura del muro, “che non protegge, ma porta gli europei, sempre più vecchi, all’estinzione”.

Un principio fondamentale che la Comunità esporta ben oltre i nostri confini, in 73 Paesi diversi, in cui “i vari mondi costituiti da bambini, anziani abbandonati, disabili e profughi sono parte di un’unica famiglia universale” ha spiegato il Presidente Impagliazzo nel ripercorrere la storia di una realtà che combatte la guerra, come “madre di tutte le povertà”.

E se è vero, come ha concluso Mons. Melis, che “un popolo si giudica da come tratta le minoranze”, dalla piccola Ozieri è nato un messaggio di grande civiltà destinato a far scuola: l’inaugurazione del nuovo Centro di accoglienza della Caritas conferma che l’integrazione non è solo un’urgenza storica, ma una risposta dovuta a Dio, che “attraverso le migrazioni, oggi, ci interpella tutti”. La struttura, adiacente ai locali dell’ex convento “Le Grazie” dove già da tempo il presidio Diocesano fa opera di accoglienza ed integrazione principalmente con profughi dell’area sub-sahariana, è molto più che un intervento di ampliamento, ma piuttosto l’espressione di una comunità che vuole allargare i confini della solidarietà, sentire il “respiro universale della Chiesa”, dilatare nel tempo e nelle azioni il messaggio dell’anno giubilare straordinario appena trascorso, come cita la lapide all’ingresso benedetta dal Vescovo, con una citazione dalla Lettera Apostolica “Misericordia et Misera”: “Questo è il tempo della misericordia, perché quanti sono deboli e indifesi, lontani e soli possano cogliere la presenza di fratelli e sorelle che li sorreggono nelle necessità.”

Viviana Tilocca

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