Corno d’Africa: siccità e carestia

In risposta all’invito fatto dal pontefice a confribuire in favore delle popolazioni nel Corno d’Africa, colpite da una grave siccità e dalla conseguente carestia, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana ha invitato le comunità ecclesiali a pregare e a sostenere le iniziative di solidarietà promosse da Caritas Italiana.

cornoafrica

Dopo un silenzio imbarazzante, la comunità internazionale si sta finalmente occupando di quanto sta avvenendo nell’Africa orientale. Come ha titolato il giornale “L’Osservatore Romano” nell’edizione del 20 luglio, “il mondo si accorge della Somalia affamata”. Un’area di per sé già segnata da drammatici conflitti interni, aggravati dal sostanziale abbandono da parte della comunità internazionale, è alle prese con una siccità e una carestia senza precedenti, le quali stanno mettendo in pericolo oltre dieci milioni di abitanti. La stessa Fao, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura, ha convocato una riunione straordinaria il 25 luglio (su istanza della Francia, alla presidenza di turno del G20), al fine di lanciare un programma speciale di aiuti.

La siccità di quest’ultimo periodo ha di fatto aggravato una situazione in cui le organizzazioni internazionali, comprese quelle non governative, avevano già ridotto il proprio impegno anche a causa di una sensibile riduzione dei finanziamenti negli ultimi anni. In queste ore, peraltro, la Conferenza Episcopale Italiana ha deciso di destinare 1 milione di euro per l’emergenza siccità nel Corno d’Africa, con un impegno rafforzato anche da parte di Caritas Italiana, con 300 mila euro e un contatto pressoché ininterrotto con le Caritas africane attive in quell’area.

Si è chiusa la XIX Assemblea Generale di Caritas Internationalis

In 60 anni Caritas Internationalis ha risposto con amore e opere ai bisogni della persona umana, in un mondo caratterizzato dall’ingiustizia e dalla disiguaglianza.

Era il dicembre del 1951, quando l’allora sostituto alla Segreteria di Stato, mons. Giovanni Battista Montini (futuro Paolo VI), osservò con soddisfazione il frutto del suo minuzioso lavoro. L’aver ispirato con sapienza la redazione dello Statuto di Caritas Internationalis, l’organismo della Chiesa universale che al giorno d’oggi raccoglie in confederazione 165 Caritas nazionali, ha permesso di dare un’impronta ben precisa a tale organismo, sorto con lo scopo di orientare e coordinare le attività umanitarie della Chiesa cattolica, favorendo allo stesso tempo una precisa azione in favore dello sviluppo dei popoli. Un tema assai caro al pontefice Paolo VI, che nella sua enciclica Popolorum Progressio indicherà molto chiaramente come lo sviluppo “è il nuovo nome della pace”.

 

paolo vi

 

Dal 22 al 27 maggio, riunita a Roma nella XIX Assemblea generale presso la Domus Mariae, Caritas Internationalis ha avuto modo di festeggiare i suoi 60 anni di vita (in questo stesso anno Caritas Italiana festeggia i 40 anni), chiamando a raccolta più di 50 vescovi e 300 delegati appartenenti alle 165 Caritas confederate.

È spettato al cardinale Óscar Andrés Rodríguez Maradiaga, attuale presidente di Caritas Internationalis (riconfermato proprio in questi giorni nel suo incarico per un nuovo mandato quadriennale), il compito di aprire i lavori dell’Assemblea generale all’insegna dello slogan “Una famiglia umana, povertà zero”. Si tratta ben più di uno slogan, ha dichiarato il cardinale Maradiaga: “è una sintesi della nostra volontà di lottare contro l’ingiustizia e la povertà. È una espressione semplice del nostro modo di concepire il mondo”.

La circostanza dell’Assemblea generale non rappresenta solo un’occasione celebrativa per Caritas Internationalis, visto che ricorre un momento importante per la sua organizzazione interna. Di comune accordo con la Santa Sede, infatti, si sta procedendo al rinnovo sia dello Statuto sia del regolamento interno. I delegati convenuti a Roma, inoltre, sono chiamati a condividere le indicazioni strategiche per i prossimi quattro anni e oltre ad eleggere il presidente (poi confermato, come si è rilevato precedentemente, nella persona del cardinale, Maradiaga) dovranno pure individuare il nuovo Tesoriere, il Segretario Generale, così come i rappresentanti dell’Organo direttivo e del Comitato Esecutivo.

Dopo lo statuto approvato “ad experimentum” alla fine del 1951, Caritas Internationalis ha ricevuto un nuovo status giuridico nel 2004 attraverso un chirografo del Beato Giovanni Paolo II, dal titolo “L’ultima cena”. Con tale documento Caritas Internationalis si è trasformata in “persona giuridica pubblica” nell’ambito della Chiesa universale. Come confederazione sui generis, ha precisato il cardinale Maradiaga, “riuniamo le organizzazioni Caritas del mondo, secondo il piano dei Vescovi locali o delle rispettive Conferenze Episcopali. Come “persona giuridica pubblica”, Caritas Internationalis è uno strumento del Santo Padre che è rappresentato dalla Segreteria di Stato, Cor Unum e dagli altri dicasteri incaricati della carità e della giustizia”.

Sono trascorsi 60 anni e molte cose sono cambiate: è mutata la società ed è cambiata la stessa Chiesa, ma la missione della Caritas è rimasta sempre la stessa. Come ha ricordato il ri-eletto presidente di Caritas Internationalis, “la nostra missione è servire i poveri […]. Questa è la nostra ragion d’essere e per ciò è nel cuore della missione della diaconia della Chiesa. Per molti bisognosi, Caritas è l’amato volto di Cristo che porta aiuto e conforto, rispetto e riconoscimento. Come Caritas, siamo chiamati ad essere testimoni del Suo amore e lo facciamo con entusiasmo”.

 

È possibile consultare il materiale relativo alla XIX Assemblea Generale di Caritas Internationalis direttamente in una sezione apposita creata nel sito di Caritas Internationalis:

 XIX AG di CI

1971-2011: 40 anni di Caritas Italiana

40 anni di Caritas Italiana
 
 
 
 
 
Un percorso tra memoria, fedeltà e profezia
 
Caritas Italiana, in occasione del 40° anniversario della sua fondazione, rilegge il quarantennio trascorso, attraverso un percorso di confronto e riflessione su temi e scelte pastorali.
L’obiettivo è sviluppare in prospettiva futura il ruolo della Caritas, per scrivere nuove pagine di testimonianza della carità, in contesti che cambiano. 
Caritas Italiana ha programmato un percorso che si articola in sette tematiche e 10 appuntamenti.
 
 
Sette tematiche:
1) Comunicazione;
2) Funzione pedagogica;
3) Poveri e opere;
4) Politiche sociali;
5) Studi e ricerche;
6) Immigrati;
7) Chiesa.
 
Dieci appuntamenti: da luglio a novembre

Giovedì, 24 novembre 2011
DISCORSO DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
ALLA CARITAS ITALIANA NEL QUARANTESIMO DI FONDAZIONE

benedetto xvi per 40 caritas italiana

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Articolo sul 40° di Caritas Italiana:
QUARANT’ANNI DI SOLIDARIETÀ E DI CARITAS IN ITALIA

Caritas a EXPO: 19 maggio 2015 CARITAS DAY

Si svolgerà il 19 maggio a Milano il CARITAS DAY, il primo atto ufficiale della partecipazione Caritas ad EXPO 2015. L’intera giornata sarà dedicata al diritto al cibo, alla lotta alla fame nel mondo, alle buone pratiche ed avrà per protagonisti i rappresentanti di migliaia di volontari e operatori impegnati quotidianamente nella lotta alla fame, anche nelle aree del pianeta più povere che non sono rappresentate da Expo.

bimbi e cibo

Sarà un grande racconto dalla parte dei più deboli che sarà introdotto dalla sera del 18 maggio, in piazza Duomo, da una serata di musica, teatro, fede, riflessione e preghiera per condividere con il cardinale Angelo Scola, Arcivescovo di Milano, il cardinale Oscar Rodriguez Maradiaga, Presidente uscente di Caritas Internationalis, e tutti i cittadini ambrosiani il significato profondo che rappresenta il messaggio di Expo per la vita e per la fede.

Al CARITAS DAY parteciperanno anche i 174 delegati delle Caritas attive in 85 paesi, provenienti dalla recente Assemblea generale svoltasi a Roma la scorsa settimana. In particolare saranno 60 i delegati africani, 34 i latino americani, 26 gli asiatici, 15 i mediorientali, 11 gli europei, 8 i rappresentati provenienti dall’Oceania, uno dal Nord America . Tra questi 29 arcivescovi, laici (la maggioranza) e sacerdoti. Porteranno all’esposizione universale la voce di ben 22 paesi che all’Expo non sono presenti (Antille, Burkina Faso, Ciad, Costa Rica, Cipro, Djibouti, Lesotho, Libia, Malawi, Mauritius, Nuova Zelanda, Nicaragua, Papua Nuova Guinea, Filippine, Portogallo, Porto Rico, Samoa, Sud Africa, Sud Sudan, Swaziland, Taiwan, Tonga).

Al centro della giornata ci saranno le conclusioni della Campagna contro la fame nel mondo “One human family, food for all”, lanciata da Papa Francesco a dicembre 2013, con un’onda di preghiera che da Roma ha attraversato tutto il pianeta.

18 maggio: l’anteprima, “Tutti siete invitati”

I delegati Caritas saranno accolti a Milano il 18 maggio, in piazza Duomo con lo spettacolo “Tutti siete invitati”. Dalle ore 21 davanti alla Cattedrale si alterneranno diretti dal regista Andrea Chiodi grandi nomi della cultura, del cinema, del teatro e della musica. Tra questi la soprano libanese Tania Kassis molto impegnata nel dialogo interreligioso, il cantautore Davide van De Sfroos, gli attori Piera degli Esposti e Giacomo Poretti, gli scrittori Alessandro Zaccuri e Luca Doninelli. Tra i testimoni che saliranno sul palco ci sarà anche padre Ambroise Tine della Caritas Senegal, segretario generale della Caritas Senegal impegnato nella lotta alla crisi alimentare che ha colpito la regione del Sahel. Al termine della serata una raccolta fondi straordinaria per i terremotati del Nepal.

 19 maggio: programma “Caritas Day”

Il Caritas Day inizierà alle ore 10.30 nell’Auditorium di Expo con l’assemblea dei delegati e la relazione introduttiva di S.E. mons. Luigi Bressan, Presidente uscente di Caritas Italiana, seguita da una tavola rotonda sui temi della sicurezza alimentare e la presentazione di una ricerca realizzata tra le Caritas sulle cause della fame nel mondo. Nel pomeriggio spazio alle buone prassi: saranno illustrati sette progetti, uno per ogni regione in cui è suddivisa la Confederazione internazionale, dedicati al diritto al cibo. Al termine, alle ore 17.30, un momento simbolico: i delegati sfileranno lungo il Decumano, fino all’Edicola Caritas, dove un volontario pianterà un fiore davanti all’Edicola Caritas all’interno del numero 805, la composizione formata dai sassi, che ricorda gli 805 milioni di persone nel mondo che non hanno cibo sufficiente.

Per informazioni: www.caritasitaliana.it