Caritas Diocesana Arborense: presentazione rapporto diocesano sulle povertà 2017

Il 10 ottobre 2018 alle ore 16.00, presso l’auditorium San Domenico, in via La Marmora 2 ad Oristano si terrà la presentazione del rapporto diocesano sulle povertà 2017.

Introduce e modera il Delegato Regionale Caritas,  Raffaele Callia.


Interverranno per i saluti:

  • Ignazio Sanna, Arcivescovo di Oristano
  • Giovanna Lai, Direttrice Caritas Diocesana Arborense
  • Andrea Lutzu, Sindaco di Oristano

Presentazione dei dati diocesani con interventi di:

  • Padre Christian Steiner, Resp. Regionale Pastorale Familiare
  • Sergio Locci, Consultorio Familiare Diocesano
  • Gianni Licheri, Cooperativa Sociale Studio e Progetto 2

Ai partecipanti verrà data in omaggio una copia del Rapporto.

Download locandina 

 

 

Insieme per le donne e i minori

La Chiesa d’Ogliastra è sempre in prima linea per difendere la dignità delle persone e supportarle nelle situazioni difficili.  L’ultimo atto formale e concreto, sulla scia dell’impegno costante della Caritas, garantito in particolare dai volontari dei Centri d’ascolto, è la firma di un protocollo d’intesa che vede coinvolti diversi soggetti, ognuno nel compito che gli è proprio, nella lotta alla violenza sulle donne e i minori e sulla prevenzione.

Al protocollo d’intesa, firmato per la promozione di strategie condivise finalizzate alla prevenzione e al contrasto del fenomeno della violenza di genere, su iniziativa della Procura della Repubblica,  hanno aderito la Procura della Repubblica con il Procuratore Biagio Mazzeo,  il  Centro Antiviolenza “Mai Più Violate” di Tortolì con la Presidente dott.ssa Anna Lisa Lai, la Caritas della Diocesi di Lanusei con il Vescovo, Mons. Antonello Mura, la Questura di Nuoro con il Vicario del Questore, dott.ssa Giuseppina Stellino, l’Arma dei Carabinieri Comando Provinciale Nuoro con il Mag. Marco Keten e l’Unione dei Comuni del Nord Ogliastra con il Presidente, dott. Salvatore Corrias.

Esprime soddisfazione Anna Lisa Lai, presidente del Centro Antiviolenza, per la quale < il Protocollo d’Intesa rappresenta uno strumento operativo, di collaborazione e raccordo, tra i soggetti firmatari, i quali, nell’ambito delle rispettive competenze, si adoperano affinché alle donne vittime di violenza e ai/alle figli/e minori possa essere garantito il diritto all’integrità psico-fisica.  Crediamo che questo documento sia un mezzo efficace e preferenziale per rispondere a questo bisogno. Offrire alla donna la percezione di un apporto sinergico e integrato di diverse professionalità e sensibilità infonde in lei un senso di fiducia e sicurezza>. <La Procura della Repubblica – afferma il Procuratore –  ha assicurato una speciale attenzione ai reati di genere, impegnandosi a prevedere una corsia preferenziale per detti reati e ad assicurare che i relativi procedimenti saranno seguiti in modo continuativo, con particolare attenzione alla tutela delle vittime.>

Un patto di responsabilità quindi, che chiama all’impegno, all’attenzione e alla costanza attori istituzionali e non solo, per dare supporto alle donne e ai minori.  Mons. Mura sottolinea come questi momenti rafforzino la rete di sensibilità, che al di là del ruolo istituzionale proprio, convergono verso obiettivi comuni.

<Serve essere aperti ai bisogni degli altri, operare un ascolto attivo, perché spesso sono bisogni taciuti e coperti per paura, per paura del giudizio,  per paura di rovesciare situazioni che hanno solo una parvenza di normalità e benessere.> I centri d’ascolto della Caritas, operano garantendo accoglienza, vicinanza e ascolto anche alle donne e ai minori vittime di violenza e abusi, spesso consumati nei luoghi preposti alla sicurezza, all’amore, al rispetto. Ma da soli non si può far tutto e la firma di accordi come questi segna il passo per la collaborazione e la sinergia fra tutte le parti, avendo come unico obiettivo la persona, la sua fragilità insieme al desiderio di uscire da una situazione di dolore e marginalità.

Augusta Cabras

Dall’Ogliastra speranza e aiuto per il Venezuela

Fa davvero male il racconto accorato del cardinale Baltazar Enrique Porras Cardozo, arcivescovo di Merida e Amministratore Apostolico di Caracas e di mons. Luis Enrique Rojas Ruiz, vescovo ausiliare di Merida, sulla situazione attuale del Venezuela e del suo popolo. Testimoni diretti di un dramma e legati all’Ogliastra da una profonda amicizia, nell’aula  Magna del Seminario di Lanusei, gremita, attenta e silenziosa, le loro parole, la storia e le storie di un popolo arrivano come stilettate sul cuore.

In Venezuela si muore di fame e di sete, di violenza e solitudine, si muore a causa di malattie comuni perché negli ospedali non è rimasto neppure il disinfettante. Manca tutto, manca il necessario per vivere una vita dignitosa e serena e per questo si scappa. Erano in migliaia, inizialmente a scappare, ora sono più di due milioni e mezzo quelli che varcano il confine e arrivano soprattutto in Colombia e Brasile. In parte anche in Italia, soprattutto in Abruzzo, da cui tanti italiani a inizio secolo erano partiti per l’America in cerca di fortuna. Si parla di quasi 100.000 italo-venezuelani in cammino verso l’Italia, verso la terra dei padri, delle madri, dei nonni.

Il Cardinale racconta del regime dittatoriale instaurato da Maduro sulla scia di una politica avviata da Chavez, il predecessore. Parla di libertà represse, minacce, violenze, costrizioni, morti, tutto nell’indifferenza e nell’oblio internazionale. L’informazione che anche noi abbiamo è spesso l’informazione filogovernativa per cui distorta nella realtà delle cose.

E noi qui cosa possiamo fare per sostenere questo popolo ferito e stanco? Il cardinale e il vescovo, all’unisono chiedono di pregare per il Venezuela, perché il Signore illumini le menti dei governatori e sostenga le difficoltà dei venezuelani. E’ anche nella preghiera, infatti, che riscopriamo il valore dell’universalità della chiesa, insieme ad opere concrete per cui la Caritas diocesana, su iniziativa del vescovo e del direttore, vuole impegnarsi coinvolgendo tutte le comunità parrocchiali, richiamando l’impegno di tutti e di ciascuno.

In Venezuela è difficile fare arrivare beni di prima necessità perché vengono sequestrate dalle forze militari del governo alla frontiera. L’unico sostegno possibile è quello in denaro che attraverso canali specifici può davvero aiutare molte vite.

Nella sala occhi lucidi, espressioni di rabbia per quanto il potere gestito male può generare dolore e morte ma anche spiragli di speranza. Quella che da cristiani, non possiamo perdere neppure, e tanto più, quando alla sofferenza sembra non esserci rimedio.

 

Augusta Cabras

Haiti, continua l’impegno della Caritas di Ales-Terralba con una proposta di gemellaggio con la Chiesa locale

Un gemellaggio tra la Caritas diocesana di Ales-Terralba e la Caritas di Haiti per aiutare le popolazioni a combattere la povertà e ad uscire dalla marginalità. E’ la proposta emersa ieri a San Gavino durante la visita di Padre Joseph Bonhome Philippe, presidente dell’associazione APF (Association of the Peasants of Fondwa/APF Haiti) e fondatore di un network di organizzazioni che lavorano su più fronti per lo sviluppo economico e sociale di Haiti, in viaggio verso Torino, che ha voluto conoscere la realtà della diocesi di Ales-Terralba. Presente anche Alessandro Cadorin, referente di Caritas Italiana ad Haiti.

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Haiti, continua l’impegno della Caritas di Ales-Terralba

Un ponte di solidarietà unisce da tempo la Sardegna ad Haiti – terra colpita da un devastante terremoto nel 2010 – grazie ad alcune progettualità sostenute nel Paese dalla Delegazione regionale Caritas Sardegna. Questo legame già solido sarà rafforzato ulteriormente attraverso nuovi progetti di agricoltura solidale che sta studiando la Caritas diocesana Ales-Terralba e l’associazione Piccoli Progetti Possibili onlus. Continue reading

La campagna contro le diseguaglianze “Chiudiamo la forbice”

Perché un’iniziativa sulla diseguaglianza? “L’iniquità è la radice dei mali sociali” così scrive Papa Francesco nella Evangelii Gaudium (202), invitandoci a lavorare sulle cause strutturali di un sistema economico che uccide, esclude, scarta uomini, donne e bambini. La diseguaglianza segna in maniera profonda tutte le società del pianeta, che nei vari contesti e territori devono trovare le basi per la propria stessa sopravvivenza, e di quella delle generazioni future. Tutto questo causa delle ferite profonde, e generano malcontento sociale, rabbia, paura e rassegnazione: sentimenti di chi si percepisce escluso e che, nonostante i propri sforzi, vede le proprie condizioni diventare sempre più fragili, vulnerabili, precarie.

Ad aggravare la situazione il fatto che la paura diventi il facile collante per un’agenda politica che crede di affrontare i problemi approfondendo i solchi che attraversano la società e il pianeta, e creando muri che generano nuove esclusioni e conflitti. Continue reading